Sette condanne ed un'assoluzione sono state decise questo pomeriggio dal Tribunale, in linea con le richieste del pm Patrizia Filomena Rosa, ma in alcuni casi con pene maggiori rispetto a quelle proposte dall'accusa, nel processo a carico di alcune delle persone che nel giugno del 2012 erano rimaste coinvolte nell'operazione, denominata Alto contrasto, diretta dal sostituto procuratore Giovanni Tartaglia Polcini e condotta in città dalla Squadra mobile.
Le accuse a vario titolo: usura ed estorsione (anche tentata). Il collegio giudicante ha inflitto 7 anni e 2mila euro di multa a Gianni Balestrieri, 36 anni, Nunziante Genetiempo, 53 anni, e Nazzareno Taddeo, 54 anni; 6 anni e 6 mesi e 1500 euro di multa per Cosimo Raucci, 44 anni; 6 anni a Ivan Bertozzi, 34 anni; 1 anno e 1000 euro di multa ( in continuazione con i 9 anni stabiliti nel 2013 e confermati in appello, per una pena complessiva di 10 anni) a Patrizia Matuozzo, 50 anni; 2 anni e 2500 eeuro di multa (in continuazione con i 6 anni rimediati nel 2013 e ribaditi in secondo grado, per una pena complessiva di 8 anni) a Paolo Nizza, 25 anni.
Assolto da ogni addebito, per non aver commesso il fatto, Pio Musco, 33 anni. L'assoluzione è scattata anche, per non aver commesso il fatto, per gli altri imputati rispetto ad ulteriori contestazioni.
Come si ricorderà, il Pm aveva chiesto 5 anni e 9 mesi per Balestrieri (avvocati Vittorio Fucci e Raffaele Tibaldi), 5 anni e 6 mesi per Nizza (avvocato Antonio Leone), 5 anni per Genetiempo (avvocato Gerardo Giorgione) e Taddeo (avvocato Vincenzo Sguera); 4 anni e 8 mesi per Matuozzo (avvocato Giorgione); 4 anni per Bertozzi (avvocato Claudio Fusco), e Raucci (avvocato Andrea De Longis senior), e l'assoluzione di Musco (avvocato Giorgione).
Due i filoni finiti all'epoca nel mirino degli inquirenti: uno relativo all'usura, con la chiamata in causa dei familiari di Cosimo Nizza, l'altro all'incasso di assegni postali e bancari clonati e falsificati. Altri cinque imputati avevano già definito la loro posizione dinanzi al gup Roberto Melone. Due di loro avevano patteggiato la pena (1 anno e 6 mesi e 2 anni), altri tre erano stati condannati con rito abbreviato a 2 anni e 8 mesi e 3 anni e 4 mesi.
Il blitz, supportato da intercettazioni telefoniche ed ambientali, era stato scandito dall’esecuzione di una serie di misure cautelari emesse dal gip Sergio Pezza. Epilogo di un'inchiesta avviata dopo l'incendio delle due auto di Genetiempo, successiva all'indagine antiusura affidata ai carabinieri, e diretta dalla Dda, rimbalzata all'onore delle cronache nel 2011. Uno stralcio di quella sull’omicidio di Cosimo Nizza, 48 anni, ammazzato a colpi di pistola il 27 aprile del 2009 in via Bonazzi, al rione Libertà, nei pressi della sua abitazione, sfociata nel 2013 in sette condanne e due assoluzioni.
Esp
