Il pm della Dda Luigi Landolfi aveva chiesto 10 anni, ma il Tribunale gliene ha inflitti 2, escludendo l'aggravante del metodo camorristico prospettata dall'accusa. E' la condanna stabilita per Arturo Sparandeo (avvocato Vincenzo Sguera), 63 anni, di Benevento, riconosciuto responsabile di tentata estorsione. L'addebito gli era stato contestato in un'indagine della Squadra mobile e della Dda di Napoli che nell'ottobre 2013 era sfociata in un'ordinanza a carico dell'uomo. Il provvedimento era stato adottato in un'inchiesta partita quando il titolare di alcuni supermercati a Benevento e in provincia aveva riferito di due incontri avvenuti nell’autunno 2011 e a marzo 2012.
Aveva raccontato che nel corso del primo Arturo Sparandeo gli avrebbe chiesto, «per dargli una mano al pari di altri commercianti», l’acquisto di carni per i suoi punti vendita da una determinata ditta. Lui gli aveva risposto che sarebbe stato possibile solo per quella di suino, e se il rapporto prezzo-qualità fosse stato almeno pari a quello dei suoi abituali rifornitori. Di qui i contatti con il commerciante indicato, ma poi non se n’era fatto più nulla. «Ho soltanto chiesto un piacere», aveva ribadito Sparandeo sia quando era stato interrogato, sia nelle dichiarazioni rese in aula durante il processo. Quando aveva definito un prestito, perchè era in difficoltà, la successiva richiesta di 1000 euro avanzata durante il secondo incontro. Soldi «per aiutare i fratelli detenuti», che l’imprenditore non aveva sborsato perchè aveva problemi economici.
Denaro che – secondo la Dda – gli avrebbero garantito protezione contro episodi come quelli di cui era rimasto vittima. Alla Mobile aveva infatti riferito che il giorno successivo al primo contatto con Sparandeo, e poi a distanza di un mese, un suo supermercato a Benevento era stato teatro di una doppia rapina. La preoccupazione era cresciuta quando, nel febbraio del 2012, aveva rinvenuto il foro di un proiettile esploso contro la saracinesca di un negozio, sempre in città. Non ho mai usato violenza o minaccia, aveva sostenuto Sparandeo, che aveva poi fatto notare come, nonostante il nulla di fatto seguito alle due richieste, all’imprenditore non fosse capitato alcunchè. Oggi la discussione – l'avvocato Sguera aveva chiesto l'assoluzione del suo assistito perchè il fatto non sussiste -, poi la sentenza del collegio giudicante.
Esp
