Inquinamento fiumi, verbale incompleto: slitta requisitoria Pm

Imputati ventitré ex o attuali sindaci sanniti

Benevento.  

Era attesa la requisitoria del pm Donatella Palumbo, ma è slittata a mercoledì prossimo. Il motivo? Bisognerà prima ascoltare nuovamente un teste della difesa perchè la sua precedente deposizione è stata trascritta in modo incompleto. Lo ha sottolineato l'avvocato Nico Colangelo – e il Tribunale non ha potuto che prenderne atto -, che assiste Giovanni Mastrocinque, all'epoca dei fatti sindaco di Foglianise. Si tratta di uno dei dei 23 ex o primi cittadini coinvolti nel processo sull’inquinamento dei fiumi Calore, Sabato e Isclero, nato dall’inchiesta del sostituto procuratore Antonio Clemente e della forestale. Appuntamento, dunque, al 19 ottobre per l'ulteriore escussione, le conclusioni della dottoressa Palumbo e le arringhe difensivive, che si concluderanno il 16 novembre, quando è prevista la sentenza.

L'elenco degli imputati include, oltre a Mastrocinque, Biagio Supino (Airola dal 2001 al 2011), Fausto Pepe (Benevento, dal 2006 al 2016); Raimondo Mazzarelli (Casalduni); Giuseppe Bozzuto (Castelpagano); Giancarlo Schipani (Castelpoto - fino al 2011); Antonio Orlacchio (Cautano); Giuseppe Fuggi (Cautano - dal 2004 al 2009); Alessandro Crisci (Durazzano); Antonio Stasi (Durazzano- dal 2005 al 2008); Cos­tantino Fortunato (Morcone); Rosario Spatafora (Morcone -dal 2001 al 2007); Rosario Antonino (Pago Veiano - dal 2001 al 2007); Angelo Aceto (Paupisi); Domenico Ventucci (Ponte); Mario Meola (Ponte - dal 1999 al 2009); Giorgio Nardone (San Giorgio del Sannio - dal 2001 al 2011); Angelo Ciampi (San Mar­ tino Sannita); Michele De Figlio (San Martino Sannita - dal 2004 al 2009); Angelo Parrella (San Nicola Manfredi - dal 2006 al 2010); Pompilio Forgione (Solopaca - dal 2001 al 2011); Giovanni Cutillo (Torrecuso); Francesco De Nigris (Torrecuso - dal 2004 al 2009).

Nel mirino degli inquirenti, la situazione creata dallo scarico di acque non depurate o depurate in modo non corretto. Tutto ciò avrebbe determinato uno stato di inquinamento, con conseguenze facilmente immaginabili per terreni e colture. Inizialmente erano stati coinvolti altri ventotto primi cittadini: per tredici di loro era arrivata l’archiviazione, per gli altri quindici il proscioglimento, deciso dal gup Sergio Pezza. Che nella stessa occasione aveva disposto il rinvio a giudizio dei sindaci dei centri privi di depuratore o, anche con l'impianto per il trattamento delle acque, per la presenza di scarichi abusivi.

Folta la pattuglia dei difensori, della quale fanno parte gli avvocati Luigi Supino, Italo Palumbo, Pasquale Matera, Vincenzo Sguera, Luigi Diego Perifano, Gianleonardo Caruso, Renato Milone, Giancarlo Capporasoo, Angelo Leone, Carmen Esposito, Giacomo Papa, Pierluigi Pugliese, Mario Cecere, Marcello D'Auria, Domenico Bianculli, Giuseppe Sauchellla, Camillo Cancellario, Aldo Minauro e Luigi Giuliano. Due le parti civili: il Ministero dell'ambiente con l'avvocato Michele Gelardo e l'associazione Anpana onlus con l'avvocato Maria Morena.

Esp