Banchetti nella scuola, condannata ex dirigente Alberghiero

Due anni e 6 mesi per peculato, prescritto abuso di ufficio. Il pm Scamarcio aveva chiesto 4 anni

Benevento.  

Il pm Maria Scamarcio aveva proposto 4 anni, il Tribunale ne ha decisi 2 e 6 mesi. E' la condanna stabilita questo pomeriggio al termine del processo carico di Maria Pia Cavalluzzo (avvocato Andrea De Longis junior), ex dirigente dell’Istituto alberghiero ‘Le streghe’ di Benevento, che rispondeva di peculato ed abuso d'ufficio. Accuse che le erano state contestate in un’indagine avviata dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria dopo un servizio di Report andato in onda nel 2009, nel corso del quale, attraverso le parole di un professore rimasto anonimo, erano state espresse critiche sulla gestione dell’istituto, risultata in regola al termine di due ispezioni ministeriali. Il collegio giudicante ha ritenuto Cavalluzzo responsabile di peculato, mentre ha dichiarato prescritto l'addebito di abuso ufficio, per il quale, realtivamente ad un episodio del novembre 2009, ha assolto l'imputata perchè il fatto non costituisce reato.

Secondo gli inquirenti, Cavalluzzo avrebbe utilizzato non per scopi didattici, ma a fini privati, la struttura, il personale e gli studenti per organizzare cene e banchetti i cui costi sarebbero stati fatti gravare sul bilancio della scuola. Nove gli eventi finiti nel mirino, due dei quali, datati 2008, avevano richiamato, in particolare, l'attenzione della dottoressa Scamarcio nel corso della requisitoria: “la festa per i 50 anni di matrimonio dei genitori del revisore contabile dell'Alberghiero e quella per i 25 anni di sacerdozio di monsignor Pasquale Mainolfi”. Due momenti per i quali – aveva spiegato la rappresentante della pubblica accusa - “non risultano, e lo stesso era accaduto anche per gli altri, contratti sottoscritti con i privati, la registrazione dei prezzi e della previsione di entrate, il pagamento in favore dell'Istituto”. La conseguenza? “Costi addossati all'erario, compresi quelli delle ore di straordinario per i docenti”.

Una ricostruzione contestata dall'avvocato De Longis sia rispetto al lavoro svolto dalla polizia giudiziaria, sia in relazione all'esistenza delle prove documentali evidenziate dal Pm e alla contraddittorietà delle dichiarazioni dei testimoni ascoltate in aula. Nella sua arringa il legale aveva sostenuto, sulla scorta della documentazione prodotta, che quelle manifestazioni erano state regolarmente saldate dagli interessati perchè inserite in molti casi in altri appuntamenti organizzati nello stesso periodo. Ecco perchè aveva chiesto l'assoluzione della sua assistita. Poco dopo le 16 la sentenza del Tribunale.

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