"Ha abusato di una dipendente", commerciante sotto accusa

Chiesto il suo rinvio a giudizio per violenza sessuale

Benevento.  

Lui respinge ogni addebito ed è convinto che la denuncia presentata da una ragazza, all'epoca una sua dipendente, sia una sorta di vendetta. E' il titolare di un'attività commerciale a Benevento, è imputato di violenza sessuale. E' l'accusa formulata nei suoi confronti dal sostituto procuratore Miriam Lapalorcia, che ne ha chiesto il rinvio a giudizio. L'udienza preliminare era in programma oggi dinanzi al gup Flavio Cusani, ma è slittata al prossimo 23 novembre. Quando il giudice deciderà se meriti o meno il vaglio del dibattimento una vicenda di cui Ottopagine ha dato già conto alcuni mesi fa. Ricostruendo, con i limti del caso, un'inchiesta affidata ai carabinieri.

E' a loro che si era presentata la presunta vittima, raccontando ciò che sarebbe accaduto e puntando il dito contro il datore di lavoro. Che, assistito dall'avvocato Michele D'Occhio, sostiene di averla convocata nel suo ufficio, nel dicembre di due anni fa, perchè non contenuto del suo rendimento. Aveva deciso di licenziarla perchè riteneva non soddisfacente il modo in cui prestava servizio nel locale. Di segno diametralmente opposto le dichiarazioni della donna, secondo la quale l'uomo, dopo averla fatta accomodare su un divano, le avrebbe offerto ripetutamente del whisky. A quel punto, dopo essersi seduto al suo fianco, avrebbe cercato di baciarla.

A seguire, le avrebbe bloccato le mani all'altezza della testa, poi avrebbe alzato la maglietta della malcapitata e le avrebbe palpato il seno. La giovane era andata via, ma nel corso della notte si era sentita male ed era stata costretta a correre in ospedale. I medici del Rummo l'avevano descritta in stato confusionale, una condizione dovuta, probabilmente, all'eccessiva ingestione di alcol; di quel liquore che, a detta degli inquirenti, lui l'avrebbe invogliata a consumare per 'neutralizzarne' ogni forma di resistenza. Sottoposta alle cure del caso, era poi stata dimessa. Infine, si era rivolta ai carabinieri, dando il là ad un'inchiesta conclusa nello scorso aprile e sfociata, come detto, nella richiesta di processo avanzata dal Pm.

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