Inevitabile non pensare a quelle scene, a quelle storie, a quelle immagini drammatiche di persone aggrappate ai pali dell'Enel, alle ringhiere, agli alberi mentre le proprie case, i propri terreni e i propri sogni venivano spazzati via dalla furia del fiume Calore che dopo 66 anni (la precedente alluvione c'era stata il 2 ottobre del 1969) aveva inondato nuovamente Benevento. 15 ottobre 2015 – 15 ottobre 2016. E' passato un anno. 12 mesi scanditi dal dolore per la morte di tre persone e per la distruzione che ha riempito i cuori di tristezza e gli occhi di lacrime di migliaia di persone. Quella notte di un anno fa i beneventani e i sanniti hanno dimostrato all'Italia intera grinta e forza di volontà. Non è tempo di bilanci, promesse mantenute o disattese. È solo tempo di ricordare, riflettere, magari guardando oggi il Fiume che attraversa la città. Un corso d'acqua tornato, almeno lui, alla normalità. Stanotte in tanti si sono affacciati alle finestre. In tanti hanno spalancato gli occhi pensando di ascoltare ancora il suono assordante della pioggia pesantissima di quella notte e dell'acqua del fiume, rotti gli argini, avanzava inesorabile verso le case fino ad inondarle.. Nelle zone più colpite non è stato semplice dormire. Contrada Pantano, Ponte Valentino, via Ponticelli, via San Pasquale, via dei Longobardi, Rione Ferrovia, Paupisi, Vitulano, Foglianise, Sassinoro, Castelpagano, Reino, San Marco dei Cavoti, Baselice, Ponte, Solopaca e tantissimi altri paesi delle Valli del Fortore e Vitulanese danneggiati dall'acqua o dalle cascate di pietre e fango.
Giorni di duro lavoro per i volontari di tutte le associazioni presenti nel Sannio, delle forze dell'ordine ed ovviamente per i vigili del fuoco che hanno salvato decine di persone che nella notte tra quel dannato 15 ottobre nella quale una pensionata di Pago Veiano, venne travolta mortalmente dall'acqua e dai detriti dinanzi alla sua abitazione. E nelle ore a seguire altre due tragedie: un pensionato di Montesarchio, morto probabilmente per un infarto mentre spalava il fango dalla sua casa e un operaio dell'Enel ucciso da una scarica elettrica mentre si trovava al lavoro a Ponte Valentino.
Oggi tutti guardano avanti. Tutti chiedono alle istituzioni una sola e semplicissima cosa: pulire il fiume Calore. Mettere in sicurezza quelle zone, come contrada Pantano e Ponte Valentino dove ad ogni pioggia scatta l'allarme, riemergono le paure e i sonni vengono continuamente interrotti. Serve solo questo. I beneventani, i sanniti vogliono andare avanti ma non pogliono più che i loro sogni e le loro fatiche vengano spazzate via.
