Morire a 21 anni come Carla, brillante musicista

Un rinvio a giudizio per tragica fine della giovane di Rotondi, vittima di un incidente stradale

Benevento.  

Carla Bizzarro non aveva ancora compiuto 22 anni quando un atroce destino se l'era portata via. Si era diplomata in flauto traverso al Conservatorio di Benevento, aveva da poco cominciato ad insegnare. Quella sera del 16 gennaio del 2015 aveva partecipato a scuola, a Sant'Angelo a Cupolo, ad una riunione. Al termine, si era messa al volante della sua Fiat Punto per tornare a casa, a Rotondi. Dove, però, non era mai arrrivata. Perchè la sua giovanissima esistenza, attesa da un futuro brillante come musicista, si era drammaticamente interrotta. Spazzata via da un incidente stradale che non le aveva dato scampo.

Una tragedia riecheggiata questa mattina dinanzi al gup Gelsomina Palmieri, che ha rinviato a giudizio, come chiesto dalla Procura - il processo partirà il 16 febbraio -, Pasquale Calise (avvocato Patrizia Pastore), un 37enne di Acerra, che era alla guida del Pick up Volkswagen che aveva tamponato l'auto della ragazza. Tutto era accaduto lungo il raccordo, nel tratto che da San Giorgio del Sannio conduce a Benevento. Secondo la ricostruzione dei fatti operata dalla Polstrada, la Punto era stata violentemente urtata dal fuoristrada guidato da Calise, operaio di un'azienda che si occupa della costruzione e manutenzione di impianti per l'energia rinnovabile. In seguito all'impatto, l'utilitaria era stata sbalzata a decine e decine di metri di distanza. Inutili, purtroppo, i soccorsi per Carla, che i rianimatori avevano cercato disperatamente di strappare alla morte. Senza riuscirvi.

La terribile notizia si era diffusa in un attimo, enorme il dolore non solo dei genitori e dei fratelli di Carla (parti civili con l'avvocato Ernesto Ruggiano), ma anche degli amici, dei colleghi e dei docenti che ne conoscevano le qualità ed il talento. Una bellissima ragazza, disponibile ad aiutare gli altri. L'avevano descritta così nel giorno dell'addio in una chiesa stracolma. Nei mesi successivi, poi, una serie di iniziative, anche del Conservatorio. Per non dimenticare Carla e il suo sorriso.

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