Accusato di violenza, una consulenza stabilirà se è impotente

Chiesto il rinvio a giudizio di un uomo di Pietrelcina

Benevento.  

Lei lo accusa di averla costretta a subire un rapporto sessuale. Lui lo esclude, chiamando in causa una disfunzione erettile che glielo impedisce. Se davvero è affetto da una forma di impotenza, lo accerterà una delle due consulenze – l'altra riguarda il traffico telefonico della donna e punta a stabilire se quella sera abbia scaricato, all'occorrenza, un video porno – disposte dal gup Maria Ilaria Romano come integrazione dell'attività investigativa chiesta dall'avvocato Luigi Signoriello. E' lui a difendere un uomo di Pietrelcina del quale il sostituto procuratore Iolanda Gaudino ha proposto il rinvio a giudizio in un'indagine dei carabinieri. Centrata sulla storia di cui sarebbe rimasta vittima una 23enne di Benevento (parte civile con l'avvocato Maria Esposito) che aveva innescato l'inchiesta con la sua denuncia. La vicenda, di cui Ottopagine ha già dato conto, risale all'ottobre dello scorso anno.

La ragazza e l'imputato, che ha circa il doppio degli anni, si erano conosciuti attraverso facebook. Dopo alcuni giorni trascorsi tra conversazioni in rete e telefonate, lui l'aveva invitata nella sua abitazione. Lei aveva accettato di buon grado, per la prima volta i due si erano visti di persona. E in quella occasione, dopo aver rotto il ghiaccio, erano finiti a letto. Vestiti, afferma la donna. Al contrario del partner. Che a questo punto, però, secondo quanto va sostenendo, avrebbe iniziato a manifestare difficoltà di erezione, peraltro non nuove. Lei avrebbe cercato di aiutarlo, poi, non riuscendo nell'intento, avrebbe utilizzato il cellulare per dare un'occhiata con il suo compagno d'avventura ad un film hard. Scene che non avrebbero però sortito il risultato sperato.

Una situazione oltremodo imbarazzante per il padrone di casa, che avrebbe provato a farsi 'perdonare' cucinando qualcosa per la sua ospite. Solo successivamente i due avrebbero avuto un rapporto completo, quindi si sarebbero addormentati. Un rapporto sessuale contro la volontà della 23enne, che per questo aveva telefonato ai carabinieri nel cuore della notte. Una scelta di fronte alla quale lui era rimasto di sasso, attribuendola, probabilmente, ad un gesto volgare che aveva compiuto, ritenuto offensivo dalla giovane. Come sempre in questi casi, versioni opposte sui fatti ora al vaglio del giudice dell'udienza preliminare, che il 28 febbario deciderà se debbano o meno affrontare il vaglio del processo.

Esp