Musica Brasiliana: grande pubblico al Museo Arcos

Soddisfatto il presidente della Provincia Claudio Ricci

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Benevento.  

Nonostante il “sold out” già annunciato subito dopo l'apertura del botteghino, molti hanno comunque richiesto l'ingresso sabato sera 14 aprile al Museo Arcos della Provincia di Benevento per la performance “Salvador Irmão: Samba e Bossa nova” della stagione musicale “Primavera al Museo” .

Lo comunica con viva soddisfazione il presidente della Provincia Claudio Ricci che ha commentato molto positivamente l'esito della serata ancora una volta promossa su idea e a cura della Società Sannio Europa, con l'amministratore Giuseppe Sauchella, e per la direzione artistica del maestro Debora Capitanio.

La musica della grande nazione sudamericana, re-interpretata dalla straordinaria voce di Barbara Radi, egregiamente supportata dagli altri musicisti di “Salvador Irmão” e cioé: Michele Iaccarino, chitarra e cavaquinho; Domenico Angarano, basso; Salvatore Rainone, batteria, hanno richiamato sotto le volte di Arcos, tra i reperti magici del Tempio egizio di Benevento dedicato alla dea Iside, un pubblico che ha tributato applausi a scena aperta a tutti gli artisti.

Mentre le gentili ospiti sono state omaggiate con un fiore e con il Museo adeguatamente addobbato in omaggio alla Primavera, tutti i presenti hanno goduto delle splendide musiche di Caetano Veloso, Jobim, Jorge Ben, Chico Buarque Elis Regina, João, Vinicius De Moraes ed altri Autori brasiliani, nonché hanno degustato i vini selezionati dal Consorzio Sannio Vino; i formaggi e l’olio dell'Azienda agricola Frangiosa e la salsiccia di Castelpoto dall’Azienda Maio, serviti dall'Istituto Alberghiero “Le Streghe” di Benevento.

La serata è stata introdotta dalla responsabile della gestione Musei della Provincia di Benevento, Gabriella Gomma che ha sottolineato sia la validità del format per il Museo Arcos, prodotto da Sannio Europa, nonché il dato assolutamente positivo degli oltre 500 visitatori nella sola ultima settimana, al Tempio di epoca imperiale romana della dea egizia Iside per i reperti di quello che fu probabilmente il più imponente nell'Italia meridionale.