Tantissime persone ieri hanno partecipato alla manifestazione organizzata per supportare la candidatura della Città Caudina a Capitale Italiana della Cultura 2028.
L’evento occasione anche per celebrare la Città Caudina come città dei diritti umani, attraverso la dislocazione prevista delle opere presenti nella collezione Human Rights Factory. La giornata ha preso vita attraverso l’installazione simbolica di 14 gazebo, ognuno dei quali ha rappresentato un tassello del ricco mosaico culturale, sociale e istituzionale del territorio. Questo «primo museo diffuso di Arte Contemporanea dedicato ai Diritti Umani» è diventato, per un giorno, il cuore pulsante di un progetto più ampio: dimostrare al Paese che la Città Caudina non aspira a un semplice titolo, ma sta già costruendo il proprio futuro.
La presenza corale dei sindaci e degli amministratori del comprensorio, affiancata dall’energia delle associazioni e dalla calorosa adesione dei cittadini, ha mandato un segnale forte e chiaro: la candidatura a Capitale della Cultura è sentita come un progetto collettivo, un’opportunità di svolta sociale e politica per l’intera comunità. Non una meta fine a se stessa, ma un processo partecipato per disegnare insieme il domani.
«Quella di ieri è stata una pagina nuova e bellissima della nostra storia caudina», ha commentato un portavoce del Comitato Civico delle associazioni a sostegno della candidatura. «Sfidare il gelo per riempire la piazza di idee, colori e speranze, è la testimonianza più preziosa del reale coinvolgimento di tutti. Questo slancio unitario è il nostro patrimonio più grande e la base solida su cui costruire il percorso verso il 2028, seguendo l’idea e il progetto dei curatori del dossier di candidatura».
L’iniziativa ha dunque superato ogni più rosea aspettativa, confermando come la candidatura stia già catalizzando energie positive e scrivendo, giorno dopo giorno, una narrazione comune fatta di memoria condivisa, diritti e visione del futuro. La Città Caudina, con questa prova di unità e passione, avanza con decisione nel suo cammino verso il riconoscimento nazionale, dimostrando di avere non solo i requisiti culturali, ma soprattutto la comunità coesa e determinata che una vera Capitale della Cultura richiede.
