Contrasto evasione flop, Sguera: "Alcuni commenti deprimenti"

"Al lavoro per i mancati introiti Tari, ma c'è da interrogarsi sui numeri dell'ufficio tributi"

contrasto evasione flop sguera alcuni commenti deprimenti
Benevento.  

I 2500 euro riscossi dalla task force sull'evasione, 7 centesimi per contribuente, continuano a far discutere.
Dopo le precisazioni dell'assessore Serluca è intervenuto il consigliere Vincenzo Sguera, innanzitutto stigmatizzando il dileggio social che ha accompagnato la notizia anche da parte di addetti ai lavori: “In merito alla nota diffusa dalla stampa locale, avente ad oggetto le attività di contrasto all’evasione tributaria messe in campo dal Comune di Benevento ed agli scarni risultati sinora conseguiti, nella mia qualità di consigliere comunale, sento il dovere di precisare quanto segue. In disparte le puntuali precisazioni già fornite dall’Assessore Mariacarmela Serluca, trovo deprimente leggere i commenti di taluni cittadini, di consiglieri di opposizione, nonché di iscritti a partiti con i quali vi sono accordi di un comune percorso politico/amministrativo, tesi a schernire e deridere il lavoro indefesso portato avanti quotidianamente dai -pochi- dipendenti comunali assegnati all’ufficio tributi. Peraltro, come già osservato dell’Assessore competente, le affermazioni postate sui social dai critici seriali dell’amministrazione denotano una preoccupante mancanza di conoscenza di dati, che non può essere tollerata nei confronti di chi dovrebbe avere, doverosamente, piena cognizione di causa prima di esprimere giudizi negativi. Ciò premesso, giova evidenziare che, da tempo, taluni consiglieri comunali stanno provando a dare il proprio contributo per porre rimedio alle storture comunque presenti nella gestione e nella organizzazione dell’ufficio tributi”.

Sguera illustra il lavoro che si sta facendo per recuperare i minori introiti relativi alla Tari: “i predetti amministratori sono impegnati a trovare soluzioni per arginare la problematica relativa al minor importo incassato per la TARI - a fronte dei 15 milioni previsti -, ai riscontri celeri per verificare, ad esempio, quanti dei 9.000 cittadini di Benevento inizialmente iscritti nell’elenco dei morosi siano effettivamente debitori nei confronti dell’Ente, nonché all’iscrizione nell’anagrafe tributaria di numerosi cittadini sinora rimasti “sconosciuti” e, quindi, da considerarsi evasori totali, ancorchè in gran parte già individuati attraverso la comparazione dei dati risultanti dagli elenchi di persone fruitrici di varie forniture. E' chiaro che se il Comune deve in ogni caso versare all’ASIA, come da contratto, una cifra superiore rispetto a quella incassata, ci saranno sempre difficoltà nella gestione delle spese ordinarie, che si ripercuoteranno inevitabilmente su tutti i cittadini.

La logica del ragionamento è estremamente semplice, ma vale la pena di ricapitolarla brevemente: • il Comune di Benevento versa quanto stabilito da contratto all'ASIA, incassando tuttavia somme inferiori rispetto a quelle previste; • l'ASIA a sua volta espleta il servizio – secondo i suoi prospetti economici- con personale insufficiente per la pulizia dell'intera città, con conseguente mancato raggiungimento di un soddisfacente risultato concernente la stessa prestazione; • il Comune non ha la possibilità di pretendere l'utilizzo di altri soggetti esterni, quali gli interinali, per mancanza di fondi sufficienti; • la Tari, per di più, ha un costo particolarmente elevato; • la conclusione è che nessuno è soddisfatto della situazione in cui versiamo con riferimento alla gestione ed all'utilizzo delle entrate tributarie, con particolare riferimento alla TARI”.

Un lavoro reso complicato dall'esiguità del personale dell'ufficio tributi: “E’ innegabile che il dato sul quale riflettere è il seguente: può un ufficio composto da circa otto persone (a tempo pieno) e 4 che usufruiscono dei benefici della L. 104 smaltire il carico di lavoro dell'ufficio tributi in modo tempestivo ed efficiente? Può un'unica funzionaria gestire il carico di lavoro derivante dal contenzioso tributario – circa 400 ricorsi – con connessa attività di studio, di preparazione dei fascicoli, adempimenti di cancelleria, udienze, appelli ecc.....? Possono i pochi messi comunali provvedere personalmente alla notifica dei numerosi solleciti dei pagamenti?

Su tali aspetti bisogna intervenire tempestivamente, riorganizzando l'ufficio in modo tale da garantire entrate tributarie in tempi celeri, potenziandolo con personale in numero sufficiente a svolgere le mansioni deputate al settore; ricorrendo, ove necessario, anche ad apporti esterni – e mi riferisco agli incarichi legali per il contenzioso tributario – attraverso bandi e short list utilizzate già da altri Enti anche mediante, per esempio, il conferimento del mandato ai cosìddetti “udienzisti”, Avvocati ai quali vengono affidate singole udienze ad un costo base prestabilito, oppure la gestione dell'intero giudizio, sempre ad un costo minimo predeterminato ed omnicomprensivo.

Ed allora, in attesa dell’entrata in servizio del Dirigente preposto al settore Finanze, nonché dell’avvio delle attività da parte della società concessionaria cui è stata affidato il servizio di accertamento e riscossione dell’imposta comunale sulla pubblicità e dei diritti sulle pubbliche affissioni, la gestione ordinaria, accertativa e coattiva della TARSU/TARES/TARI, la gestione ordinaria, accertativa e coattiva della TOSAP ed il servizio di gestione della riscossione coattiva dei tributi, delle entrate patrimoniali e delle entrate comunali diverse, che certamente comporteranno un decisivo passo in avanti nella risoluzione della atavica problematica attinente alle entrate tributarie, tutti noi cittadini dobbiamo essere solo grati per il lavoro svolto con grande sacrificio dai dipendenti comunali, che ha prodotto, con tutte le difficoltà del caso, risultati comunque vantaggiosi per le casse comunali”.