"Per il Pd sannita nessun rinnovamento solo consolidamento del vecchio apparato"

L'iniziativa di Addabbo, Palumbo, Iavarone, Mortaruolo, Palmieri e Ferrucci

per il pd sannita nessun rinnovamento solo consolidamento del vecchio apparato
Benevento.  

“Il congresso provinciale non ancora è iniziato ed è già finito. In una ristretta area si sono concordate: la composizione dell’assemblea provinciale, previsti (se le indiscrezioni giornalistiche verranno confermate) incarichi di presidenza e di segreteria. Si è cercato di far quadrare il cerchio, garantendo il posizionamento dei singoli anche della storica minoranza che si sentirebbe appagata dal conferimento dell’incarico in segreteria di Antonella Pepe, (1 su 5) la quale pur smentendo ciò che tutti dicono, ha dichiarato la propria disponibilità a dare al nuovo percorso il proprio contributo”.


Parte da qui il documento a firma di Italo Palumbo, già componente la segreteria Regionale e segreteria provinciale, Giuseppe Addabbo sindaco di Molinara e Vicepresidente Comunità Montana del Fortore, Antonio Iavarone sindaco di Pannarano- componente l’assemblea Nazionale del PD, Erasmo Mortaruolo già Consigliere Regionale e Componente direzione provinciale, Giovanni Palmieri già segretario di circolo di Faicchio e Claudio Ferrucci Consigliere Comunale di Amorosi che annunciano un'iniziativa interna con la costituzione di un'area pd frutto di un lavoro collettivo dei sottoscrittori.
 

“Prendiamo atto – proseguono - che le aree storiche del PD sannita non esistono più. Esiste solo l’area che fa riferimento ad Umberto del Basso De Caro che, sapientemente, è riuscito a dare l’impressione di un rinnovamento laddove si legge tranquillamente continuità. Tutti abbiamo chiesto unità e rinnovamento, ma in verità sono stati traditi da chi avrebbe dovuti rappresentarli. Al di là di quello che appare, c’è un consolidamento del vecchio apparato di partito che ha generato e genera un malcontento che emergerà nei prossimi mesi. Decine di iscritti stanno aderendo all’iniziativa.

Possiamo, quindi, dividere il partito tra coloro che hanno scelto di gestirlo in previsione dei prossimi appuntamenti elettorali (provincia) e coloro che chiedono di rinnovarlo radicalmente per renderlo credibile all’opinione pubblica che ha dimostrato, anche nelle ultime elezioni regionali, di non essere attratta. Gli iscritti al PD vogliono un partito tra la gente, non personale di qualcuno, ma plurale e democratico, per renderlo credibile e attrattivo. La gestione personale produce solo sconfitte. Si invoca un diverso ruolo degli amministratori, laddove sono stati relegati, proprio da quelli che hanno ripreso il controllo del partito, ad un ruolo subalterno e invisibile che non può, in alcun modo, essere superato dalla individuazione del presidente dell’assemblea provinciale nella figura di un sindaco, laddove la storia recente ci insegna l’irrilevanza politica del ruolo rispetto al segretario e alla segreteria. Tutti gli amministratori in direzione? Già molti di loro erano in direzione. Si vuole dare all’opinione pubblica l’idea che il PD è tutto unito e concorde? Non è così. Intanto bisognerebbe capire, cosa cambia nella linea politica rispetto al campo largo. Possiamo dire che Del Basso De Caro, Cacciano e Marcantonio aprono a Mastella? Possono questi fare un’autocritica pubblica, rispetto ad una posizione, da molti del PD non condivisa, che li ha visti contrastare Mastella alle regionali più di quanto non hanno fatto nei confronti delle destre? La credibilità del cambiamento di linea politica non può essere affidata a chi, fino a ieri, ha fatto del campo largo, solo macerie. Non c’è alcun risentimento nel non far parte dell’assemblea, d’altra parte molti degli esclusi, già nella precedente assemblea non erano presenti, pur essendo componenti della direzione e della segreteria, nei cui organismi hanno dato il proprio contributo di lavoro e di idee. Se si vuole impedire, con la esclusione dagli organismi, oggi dell’assemblea e domani della direzione e segreteria, la libertà di pensiero di molti ex dirigenti del partito lo facciano pure, non saremo certo scoraggiati nella nostra azione politica, ma troveremo altre tribune dalle quali far emergere il nostro pensiero di iscritti e militanti del PD e costruiremo, pur salvaguardando l’unità e il pluralismo del partito, con i tanti che lo riterranno, un’area che in sintonia con le scelte regionali e nazionali del partito, farà sentire la propria voce, se necessario anche di dissenso rispetto alle scelte che verranno effettuate dal PD provinciale”.