"Dopo il caso Santamaria chiediamo l'istituzione di una commissione consiliare di inchiesta per monitorare e verificare ritardi e anomalie nelle pratiche edilizie". Lo annunciano i consiglieri comunali di opposizione Raffaele De Longis, Giovanni De Lorenzo, Francesco Farese, Floriana Fioretti, Giovanna Megna, Angelo Miceli, Angelo Moretti, Luigi Diego Perifano, Vincenzo Sguera, Maria Letizia Varricchio.
"L’arresto di Gennaro Santamaria ha fatto molto rumore, sia per le modalità che per la gravità del reato contestato. Le indagini faranno il loro corso e saranno gli inquirenti a stabilire se ci troviamo, come c’è da augurarsi, al cospetto di un caso isolato, o se emergeranno altre responsabilità.
Non tocca a noi sindacare l’azione della magistratura nella quale riponiamo massima fiducia, ma non vogliamo e non possiamo invece sottrarci ai nostri doveri e alle nostre responsabilità di consiglieri comunali.
Santamaria è stato in questi anni il più potente dei dirigenti comunali: pur non essendo un funzionario di carriera e non avendo superato un concorso, è risultato destinatario di incarichi di primaria importanza nella macchina comunale, persino quando non aveva i requisiti di legge necessari per ricoprirli.
Di più: in ragione della nomina fiduciaria ricevuta dal Sindaco, Santamaria, in realtà, è stato soprattutto l’operoso anello di congiunzione tra la politica e l’apparato amministrativo.
Questo intreccio è risultato chiaro sin dal momento in cui è stato chiamato a dirigere il personale comunale al posto di un capace e specchiato dirigente di ruolo, inopportunamente destinato ad altro settore.
L’affare Santamaria, al di là degli aspetti giudiziari, si caratterizza dunque per i suoi risvolti politico- amministrativi.
Del resto, in occasione della recente campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale, con la pubblica sovraesposizione di diversi alti funzionari del Comune chiamati a raccolta in una manifestazione di partito, sono emersi non solo il primario ruolo del Santamaria, ma anche la patologia che rischia di minare l'autorevolezza e la credibilità dell’istituzione comunale: ovvero il superamento della linea rossa che segna la doverosa distinzione tra la militanza politica, necessariamente di parte, e l’attività della Pubblica Amministrazione, imparziale e asettica per definizione.
Se la burocrazia comunale viene identificata dagli amministrati con una componente partitica si appanna il concetto stesso di neutralità dell’azione amministrativa.
Ne deriva che, alla luce della vicenda giudiziaria, si richiede un supplemento di rigore nella prevenzione di situazioni anomale che potrebbero incidere negativamente sul buon andamento degli uffici. Ciò soprattutto a tutela dei tantissimi dipendenti onesti che svolgono con impegno ed onore le proprie mansioni e ai quali va il nostro ringraziamento e la nostra stima.
Per questa ragione serve, a nostro avviso, una tempestiva verifica interna delle attività maggiormente attenzionate dalla pubblica opinione, a cominciare dalla regolarità della gestione delle pratiche edilizie, per le quali registriamo spesso i malumori dell’utenza con riguardo ai tempi di esame ed evasione delle istanze.
A tal fine depositeremo nei prossimi giorni una proposta di delibera per l'istituzione di una commissione consiliare di inchiesta cui demandare il monitoraggio delle pratiche edilizie inevase nei tempi previsti dalla norma, nonché l'accertamento di eventuali casi di ritardo ingiustificato nell’adozione dei provvedimenti di competenza.
Auspichiamo – concludono i consiglieri di Città Aperta, Civico 22, Civici e Riformisti, Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra - che la proposta possa trovare massima condivisione, giacché i princìpi di trasparenza e legalità sono valori fondanti della buona amministrazione che vanno oltre la logica dei diversi schieramenti”.
Caso Santamaria: opposizione chiede commissione inchiesta pratiche edilizie
"Dopo quanto accaduto occorre verifica interna su ritardi e anomalie all'urbanistica”
Benevento.
