Sanità, Errico (FI): "Dal report Agenas criticità strutturali gravi del San Pio"

Il consigliere regionale “Basta letture parziali dei dati"

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Benevento.  

“Ho letto in questi giorni il clima di entusiasmo che ha accompagnato alcune valutazioni relative a specifiche aree cliniche dell’A.O. San Pio all’interno del Piano Nazionale Esiti elaborato da Agenas. Un entusiasmo che appare francamente fuori luogo se si analizzano i dati nella loro interezza senza operazioni di selezione parziale delle informazioni”. Così il consigliere regionale di Forza Italia Fernando Errico, componente della Commissione Sanità della Regione Campania. “La relazione Agenas, riferita ai dati 2024 ed elaborata nel 2025, è la stessa che colloca la Campania tra le ultime regioni italiane per qualità e quantità delle prestazioni sanitarie e che posiziona il San Pio tra le strutture con maggiori criticità nell’analisi complessiva. Parliamo di indicatori che fotografano una realtà ben diversa dalla narrazione trionfalistica di queste ore: bassi livelli di performance nelle attività chirurgiche, volumi operatori ridotti, tempi di attesa elevati, ritardi negli interventi oncologici e criticità nell’area emergenza-urgenza”.


Errico entra nel merito dei numeri. “Il San Pio risulta tra gli ultimi ospedali del cluster fino a 700 posti letto per numero medio di interventi per sala operatoria pesati per complessità e per indice comparativo di performance. Preoccupano inoltre le percentuali relative agli interventi per tumore alla mammella, tumore al colon, tumore al polmone e protesi d’anca effettuati entro i tempi previsti dalla prenotazione. Ancora più allarmanti sono alcuni dati clinici: la mortalità a 30 giorni per infarto miocardico acuto è pari al 12,30%, quasi il doppio della media nazionale; per l’ictus ischemico si registra il 13,22% contro il 9,16% italiano. Critico anche il dato relativo alla chirurgia del colon, con una mortalità post-operatoria del 13,29%, quasi quattro volte superiore alla media nazionale”.

 

Secondo il consigliere regionale, il problema non riguarda il valore dei professionisti sanitari: “I dati -  evidenzia Fernando Errico - dimostrano anzi la presenza di medici eccellenti e operatori instancabili che continuano a garantire servizi essenziali nonostante enormi difficoltà organizzative. Le buone performance registrate in alcune unità operative confermano la qualità delle professionalità presenti sul territorio, ma evidenziano al tempo stesso il deficit strutturale del sistema sanitario locale”. Errico richiama poi i dati economici: “Il San Pio detiene addirittura il primato regionale per incidenza del costo del personale rispetto al valore della produzione, pari al 56%. Altissimo anche il costo medio per giornata di degenza acuzia pesata per complessità, pari a 721 euro. A fronte di una produzione sanitaria di circa 54 milioni di euro, i costi di gestione superano i 171 milioni. Numeri che impongono una seria riflessione sull’efficienza organizzativa e gestionale”.

Il consigliere regionale punta il dito contro il modello sanitario costruito dalla governance regionale: “La mobilità sanitaria passiva continua a rappresentare una ferita aperta: ogni anno i cittadini campani spendono circa 300 milioni di euro per curarsi fuori regione, mentre il solo Sannio contribuisce con circa 20 milioni. È la certificazione del fallimento di un modello centralistico che ha progressivamente indebolito il sistema dei controlli e della programmazione territoriale. Non va dimenticato che uno dei primi atti della vecchia governance regionale fu la soppressione dell’ARSAN, l’agenzia deputata al monitoraggio della qualità dei servizi sanitari, con il trasferimento delle competenze alla Direzione Generale della Sanità e a So.Re.Sa.  I dati Agenas dimostrano che quella scelta non ha prodotto i risultati annunciati”.

Infine il riferimento di Fernando Errico al Presidio Ospedaliero Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di Sant’Agata de’ Goti: “Inutile nasconderlo, continua a pesare in maniera grave la mancata attuazione del DCA 41/2019, che prevedeva il potenziamento del Sant’Alfonso con l’incremento dei posti letto e il rafforzamento di reparti strategici come cardiologia, chirurgia, medicina, ortopedia, terapia intensiva e oncologia. Quel decreto non è mai stato realmente attuato, nonostante fosse richiamato negli stessi atti aziendali e nei documenti di bilancio del San Pio. La mancata riattivazione piena del presidio ha contribuito al sovraffollamento del Pronto Soccorso e delle attività emergenziali del Rummo. Il Sant’Alfonso meritava risposte da anni. Le comunità sannite hanno diritto ad una sanità efficiente, organizzata e realmente territoriale, non a slogan o letture parziali dei dati. Serve oggi - conclude Errico - una revisione complessiva della rete sanitaria sannita e campana, fondata su programmazione, controlli efficaci, valorizzazione del personale sanitario e piena attuazione degli atti programmatori rimasti finora soltanto sulla carta”.