Veloclub, premiati Ciccone e il giornalista Scognamiglio

Il "Premio Amico del Ciclismo 2019" è stato un vero successo

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San Giorgio del Sannio.  

Presso i saloni di Villa il Sogno di Venticano, sabato scorso si è tenuta la consegna dei Premi Amico del Ciclismo 2019 concludendo la stagione dell'Asd Veloclub Sangiorgese, la vetusta società ciclistica fondata nel 1975 a S. Giorgio del Sannio. Alla serata hanno partecipato oltre cento invitati tra cui il sindaco Mario Pepe, il delegato allo sport Massimiliano Gaudino, il già Direttore del Giro d’Italia Carmine Castellano, il delegato provinciale Coni Mario Collarile e l’omologo della F.C.I. Arnaldo Pedicino. Erano presenti le società del Sannio e dell’Irpinia G.S. Serino Sport, la Ciclistica Sannita, gli Amatori di Pratola Serra. In sala anche Enzo Pedicino presidente del Circolo Trieste che nel 2020 celebrerà i 120 anni della sua Fondazione.

Come è noto, la serata cade quasi annualmente sin dal 1985, quando, nata da una idea di Paolo Serino, attirò simpatie e consensi attorno all’allora GS Serino Arredamenti, oggi Veloclub Sangiorgese e che può contare su un efficiente Consiglio Direttivo e che mantiene viva la tradizione del ciclismo nella zona. Il premio è rappresentato da una pregevole opera che riproduce l’Arco di Traiano, monumento simbolo dell’intero Sannio. Nel corso della sua storia, la cerimonia della consegna dei Premi è diventata un evento a cui non si può mancare ed ha visto sfilare tante stelle del firmamento ciclistico, così come è diventato una passerella per le penne del giornalismo e di tanti imprenditori, che si distinguono nell’ambito delle proprie attività.

Il Premio infatti è diviso in tre Sezioni: Sport, Giornalismo, Lavoro. A porgere il benvenuto ai presenti è stato il presidente del Veloclub Sangiorgese, Giovanni Mirra, seguito dal Delegato provinciale della Federciclismo, Arnaldo Pedicino e dal fondatore del Premio Paolo Serino. La serata è stata condotta con la proverbiale maestria dal giornalista Luca Maio che al termine dei saluti di rito, ha dato inizio alla cerimonia di premiazione. Si inizia con la sezione “Lavoro” il cui Premio e stato assegnato, quest’anno, al Consiglio di Amministrazione della Banca di Credito Cooperativo di S.Marco dei Cavoti-Calvi con la seguente motivazione: “Una Banca che, con la sua presenza sul territorio, ha contribuito allo sviluppo delle Comunità interessate , promuovendo meccanismi economici virtuosi rivolti sia al risparmio sia all’investimento produttivo”.

A ritirare il “Premio” dalle mani del presidente Giovanni Mirra coadiuvato dai consiglieri Orazio Guarente e Damiano Caputo è stato il presidente dell’Istituto Bancario, Luigi Zollo, che ha ringraziato gli organizzatori per la scelta operata. A seguire la consegna del Premio per la sezione “Giornalismo” a Ciro Scognamiglio de La Gazzetta dello Sport con la seguente motivazione: “ Una penna raffinata al servizio dell’epopea del ciclismo con un racconto puntuale e dall’eloquio forbito ed efficace”.

A consegnare il Premio lo stesso Paolo Serino accompagnato dalla segretaria Evelina Zampetti e dal Consigliere Elio Annese. Parole di elogio e di ringraziamento anche dal bravo giornalista vesuviano. Un lungo e scrosciante applauso è scattato quando lo speaker ha chiamato alla ribalta Giulio Ciccone della Trek Segafredo per il Premio della sezione “Sport”. Il timido corridore abruzzese, che per l’occasione era accompagnato dalla fidanzata Chiara e dal manager Lorenzo Carera, si è portato al tavolo delle premiazioni visibilmente emozionato. Con voce sicura, lo speaker ha dato lettura della motivazione: “Un atleta dal sapore antico, dallo stile inconfondibile, espresso con tenacia e con una forza agonistica che fa presagire un roseo futuro.”

A premiarlo sono stati Arnaldo Pedicino insieme ai consiglieri Luisa Bellieni e Gerardo Manganiello. Ciccone ha ringraziato gli organizzatori per il Premio auspicando di incontrarli in qualche tappa del prossimo Giro d’Italia. Poi intervistato da Luca Maio si è dichiarato felice dell’arrivo in squadra di Vincenzo Nibali, dal quale imparerà molte cose. Giulio Ciccone, per l’occasione ha donato al Museo del Ciclismo la Maglia Azzurra del migliore scalatore del Giro d’Italia e la Maglia Gialla del Tour de France apponendo la propria firma su entrambe.

La conviviale si è conclusa con il taglio della tradizionale torta preparata con le foto dei premiati. Nel pomeriggio, la consegna dei premi è stata preceduta dal Convegno “Ciclismo di Ieri, Ciclismo di Oggi” tenutosi nell’Aula Consiliare del Comune di Calvi. All’incontro, moderato da Paolo Serino, sono intervenuti il Sindaco Armando Rocco, Carmine Castellano, già Direttore del Giro d’Italia, Arnaldo Pedicino, delegato provinciale FCI, Ciro Scognamiglio della Gazzetta dello Sport e lo stesso Giulio Ciccone della Trek Segafredo oltre a Giovanni Mirra presidente del Veloclub Sangiorgese.

Castellano ha affermato che il ciclismo è cambiato dopo la caduta del Muro di Berlino e con la scomparsa dei “dilettanti” dei Paesi dell’Est. Se si pensa che prima ogni squadra aveva solo un medico, oggi ogni Team ha nello staff diversi medici (psicologi, dietologi, ortopedici, cardiologi). Indubbiamente un livellamento tecnico per tutti. Mentre Giulio Ciccone ha parlato delle problematiche e delle difficoltà nel fare “ciclismo” in Italia e soprattutto al Centro-Sud. È stata la volta di Ciro Scognamiglio che, rivolgendosi a Ciccone ha sostenuto, che secondo il suo pensiero, al Tour, se Giulio se fosse stato bene in salute, sicuramente avrebbe conquistato almeno un’altra vittoria.