Nei commenti di un “dopo-partita” c’è sempre quel gioco delle parti a cui nessuno riesce a sottrarsi. E allora è facile sentir dire: “Abbiamo giocato meglio noi” e di contro ascoltare “No, l’abbiamo fatto meglio noi”. Un accordo? E’ assolutamente introvabile. Così dai commenti di Benny Carbone scopri che la Ternana ha regalato un tempo al Benevento e da qualche altra parte leggi che la ricetta per vincere la prossima partita da parte delle Fere sarà giocare tutti i novanta minuti. Peccato che in queste sfide ci sia anche un avversario. E allora tra il “regalo” degli umbri e la prova eccellente dei giallorossi, probabilmente la verità sta nel mezzo. La Ternana è andata subito in difficoltà perché il Benevento l’ha surclassata, aggredendola in ogni spazio di campo, senza lasciare varchi ai tre centrocampisti che avrebbero dovuto costruire l’azione. Proprio Carbone aveva detto che la “chiave della partita sarebbe stata il 3 contro 2 a centrocampo”: previsione sbagliata, visto che proprio i suoi tre centrocampisti sono sempre stati tagliati fuori dal gioco. Bravo il Benevento a pressare subito sul portatore di palla e a chiudere ogni linea di passaggio, isolando di fatto i tre costruttori di gioco (Defendi, Petriccione e Di Noia) delle Fere. Così alla squadra di Carbone non è rimasto che scavalcare il centrocampo con lanci lunghissimi, che sono stati sempre preda della difesa giallorossa. Tattica perfetta del Benevento, al di là della prova non eccelsa degli umbri. D’altro canto se una squadra non gioca come deve, il più delle volte c’entra l‘avversario. O no…? L’unico neo della strega è stato quello di non chiudere i conti quando il suo strapotere era nettissimo. Ci sarebbe stato il raddoppio in quel primo tempo sfavillante, che non è arrivato un po’ per sfortuna (il palo di Ciciretti), un po’ per imprecisione (il gol fallito da Ceravolo, le due conclusioni fuori di un soffio di Buzzegoli). Ma chi dice che il secondo tempo sia stato tutto della Ternana sbaglia di nuovo. Il Benevento ha sfiorato ancora il raddoppio con Ceravolo di testa e con Lucioni sulla ribattuta, poi con Falco con una botta da fuori e ancora con l’ex Cesena su un diagonale che Di Gennaro ha messo in angolo (il giallorosso avrebbe potuto far meglio). Eravamo al 28’ della ripresa e della Ternana non c’era stata molta traccia. Il finale è la logica conseguenza di un briciolo di timore, di gambe che non girano più come prima e di una partita ormai “sporcata”, che di tattico ha ben poco. Solo lì Gori ha dovuto fare il Batman e salvare la strega da una beffa che non avrebbe meritato. Nel calcio spesso si vince così. Con merito. E senza regali.
Franco Santo
