Amore: Ecco cosa serve al Benevento per battere il Cittadella

Il dirigente telesino ha militato per quattro anni e mezzo nella squadra veneta

Benevento.  

“Cittadella è un ambiente fuori dal contesto, non ha nulla da invidiare anche a club di serie A. E se sei lì ti trattano come uno di famiglia”. Parole e musica di Enrico Maria Amore, telesino doc che nella squadra veneta ha militato per quattro stagioni e mezza. “Ho avuto un rapporto eccezionale con il presidente Angelo Gabrielli e con l’attuale direttore sportivo Stefano Marchetti, che per altro è stato un ex attaccante del Benevento”. L’ex fantasista di Ascoli, Salernitana, Arezzo, Juve Stabia (solo per citare qualcuna delle squadre in cui ha militato) è un dirigente in carriera, specialista di “scouting”, materia per cui ha anche prodotto un software di “match analysis, metodi dell’osservazione e performance analysis”. Attentissimo osservatore delle cose di calcio, sarà al Vigorito domenica per assistere alla sfida tra la sua ex squadra e quella della sua città: “Sono curioso di vedere il Cittadella dal vivo e contro una squadra come quella di Baroni, solida in generale ma soprattutto in casa”. Che idea si è fatto Amore della squadra di Venturato? “In questo momento sta dando continuità, ma il mese di novembre è decisivo per capire se una squadra ha le potenzialità per lottare per un risultato importante o meno. In sintesi il Cittadella è una squadra di giovani e ha una mentalità particolare che lo spinge a giocare alla stessa maniera su ogni campo. Credo che sia una sorta di Dna: la mentalità che gli ha inculcato il vecchio presidente Gabrielli è quella di divertirsi e divertire”. Cosa dovrà fare il Benevento per battere una squadra così? “Per la squadra di Baroni sarà importante l’atteggiamento. I giallorossi verticalizzano spesso su Ceravolo, il Cittadella è abituato a fare la partita. E questo può essere un vantaggio per Baroni”. Pregi di Benevento e Cittadella… “Il Benevento ha un attacco importante: oltre a Ceravolo, i vari Ciciretti e Falco quando si muovono fanno male. Il Cittadella qualche volta non pensa al risultato e questo potrebbe essere un’arma pericolosa per loro. Comunque quella veneta è una squadra fisica, gioca a ritmi alti e attaccano in tanti, non solo Litteri e Arrighini ma anche i centrocampisti”. Pronostico difficile: “Sono certo di vedere una bella partita. Me la godrò”.

Franco Santo