"Strega, puoi sognare. Che ricordi i derby contro i lupi..."

Parla Antonio Di Nardo, il doppio ex di Benevento - Cittadella

Benevento.  

Quando parli di Benevento – Cittadella non puoi evitare di pensare ad Antonio Di Nardo. “U bambiniell” (così affettuosamente soprannominato dall’ex presidente giallorosso Pino Spatola) è stato protagonista con entrambe le maglie, lasciando un ottimo ricordo sia nel Sannio che in terra veneta. A pochi chilometri da Cittadella, precisamente a Padova, Di Nardo viene considerato un vero e proprio eroe grazie all’esaltante promozione ottenuta nel 2009 tramite i play off. La prima curiosità che gli chiediamo di soddisfarci è quanto mai diretta:

Che effetto ti fa vedere il Benevento in serie B?

“E’ stata una rincorsa lunga e nell’unico anno in cui non c’erano grandi attese si è centrata la promozione. Questo aspetto può essere collegato anche a un discorso di mentalità e di pressione. Tutto sommato sono contento, perché è una squadra del Sud che avanza nel calcio che conta con una società abbastanza forte alle spalle”.

Che impressione ti sta facendo questa squadra?

“Sono sempre stato fiducioso perché sapevo che una volta usciti dall’inferno della Lega Pro per il Benevento sarebbe stato facile militare in B. Avere una società solida alle spalle è molto importante per una squadra di calcio e secondo me questo club farà anche qualcosa in più negli anni a venire”.

Credi che nei tuoi anni qui a Benevento, con una società economicamente forte, ci sarebbe stato un epilogo diverso?

“Sappiamo tutti come sono andati i play off del 2004. In quella stagione la serie B ci è stata letteralmente scippata. La squadra era fortissima e c’erano le basi per fare bene. Certo, con una situazione economica diversa si potevano fare progetti a lungo termine. Non possiamo dire nulla a Spatola che ha onorato gli impegni fin quando ha potuto. Quando ha capito di non potercela fare ha alzato le mani”.

Cosa ti aspetti da Benevento – Cittadella?

“Sarà una gara molto difficile per entrambe. Il Cittadella sta facendo un grandissimo campionato e neanche loro se l’aspettavano. Lì ti trattano come uno di famiglia e lavorano in modo particolare, cercando di non fare i passi più lunghi della gamba. Non è una squadra costruita per vincere, ma al momento si trova ai vertici e punta a restarci. Il Benevento cercherà di fare bene dinanzi al proprio pubblico e di continuare la striscia di risultati positivi. Prevedo un match molto aperto”.

Cosa ricordi dell’esperienza in terra veneta?

“Dal punto di vista personale sono stati anni difficili. Ho avuto diversi infortuni, ma la società mi ha aspettato, mostrando un grande valore umano. Ho cercato di dare il mio contributo nel migliore dei modi e ne sono soddisfatto. In generale sono stato abbastanza bene. In quell’ambiente il calcio si vive in maniera diversa rispetto al Sud e questo ti permette di scendere in campo con minori pressioni”.

Di Benevento, invece, cosa ricordi?

“Sono stati tre anni e mezzo abbastanza importanti. L’unico cruccio è di non essere riuscito a conquistare la promozione in serie B a causa di quella maledetta semifinale play off, ma ormai è inutile parlarne. Nel Sannio ho vissuto delle esperienze bellissime e se devo dirne qualcuna in particolare menziono i derby contro l’Avellino giocati al Santa Colomba. Era un altro calcio. Si viveva con maggiore passione e coinvolgimento. Ricordo la gara contro il Crotone. L’impatto fu devastante perché in campionato eravamo abituati ai soliti 5mila spettatori. Una volta entrati in campo per il riscaldamento ci trovammo di fronte un muro di 20mila tifosi. Fu impressionante”.

Cosa fa adesso Antonio Di Nardo?

“Lavoro in una scuola calcio. Ho smesso quest’anno di giocare. Il calcio giocato mi manca tanto perché a 37 anni hai ancora la forza di continuare. Mi sono arrivate delle proposte dal mondo dei dilettanti, ma dopo l’esperienza della passata stagione ho rifiutato. Meglio smettere che immergersi in determinati contesti”.

La gente a Benevento ti ama molto. Quando verrai al Vigorito?

“A dir la verità mi stavo organizzando per venire domani. Non sono certo di esserci. E’ una partita che sta nei miei pensieri e spero di essere presente. Sono molto legato a questa città e mi farebbe piacere riabbracciarla”.

Ivan Calabrese