Primavera, l'analisi di Avellino - Benevento

I giallorossi vincono il derby con il risultato di 4-3

Benevento.  

Il Benevento chiude il 2016 con “il botto”. Il successo ottenuto in rimonta a Pratola Serra è molto importante, soprattutto sul piano del morale e della classifica. Agli occhi di uno spettatore neutrale la gara è stata a dir poco spettacolare con numerosi cambi di fronte, ma analizzandola attentamente sono emerse da entrambe dei limiti evidenti.

APPROCCIO NEGATIVO – L’inizio del match non è stato affatto positivo per il Benevento che ha rischiato di subire gol in ben due occasioni abbastanza nitide. Provvidenziale l’intervento di Piscitelli su Crisci dopo soli due giri di lancette.

INFORTUNI– La gara subisce uno spartiacque quando Filogamo è costretto a uscire dal campo per infortunio. Ignoffo inserisce Quattrocchi e passa dal 4-2-4 al 4-3-3. Dopo pochi minuti avviene il fattaccio. Il tecnico è costretto anche a sostituire Piscitelli e Quattrocchi, quest’ultimo nel corso della ripresa. Tre cambi forzati.

BLACK OUT – Il Benevento sparisce dal campo e l’Avellino mette a segno due gol con Arciello e Lucignano. La difesa si è rivelata poco solida in occasione di queste due marcature, così come nel resto della partita.

REAZIONE – L’Avellino, dal suo canto, dà sempre l’impressione di non essere una squadra compatta soprattutto dalla cintola in giù. Questo il Benevento l’ha capito e non si è dato per vinto. Ha spinto il piede sull’acceleratore e ha provato in tutti i modi ad accorciare le distanze. Ci è andato prima vicino con Mincione e poi, a pochi minuti dallo scadere del primo tempo, ha gonfiato la rete con Brignola.

CARDIOPALMA – La ripresa è stata completamente incerta. Il Benevento riesce a passare in vantaggio con i gol di Brignola e Crudo. Poi subisce il pareggio a causa di un rigore causato da Rutjens. Nei minuti finali arriva il gol del definitivo 4-3 con Pinto. Ottima la reazione, così come la forza di essere riusciti a portare a casa l’intera posta in palio. Occorre guardare anche il lato opposto della medaglia: la fase difensiva deve essere migliorata. Quest’oggi il pacchetto arretrato è stato colabrodo, così come quello avellinese. I sette gol totali lo dimostrano ampiamente. Inutile ricordare, però, che questa vittoria è molto importante sotto molti punti di vista: permette ai giallorossi di chiudere l’anno in bellezza e di lavorare con maggiore serenità in vista della ripresa, fissata il 14 gennaio contro l’Ascoli all’Ocone.

Ivan Calabrese