Con l'Ascoli partita dominata, lo dicono anche i numeri

62% di possesso palla, quasi 16 minuti di supremazia contro i 5 dei marchigiani

Benevento.  

Un po’ di delusione, ma nulla di più. Quella a dire il vero era sul volto di tutti, perché si può affermare quanto si vuole che ci si bendi davanti alla classifica, ma quando puoi agganciare il primo posto in caso di vittoria, non puoi fare a meno di pensarci. E’ andata così. Il primo posto rimane ancora per un giorno (stasera c’è Verona-Entella) tra le mani del Frosinone. Ma il Benevento non ha nulla da rimproverarsi. Contro l’Ascoli ha fatto la partita, ha assediato l’area dei marchigiani che hanno avuto un ottimo Lanni tra i pali e un pizzico di fortuna. I numeri parlano chiaro: 62 per cento di possesso palla, 8 tiri nello specchio della porta contro 2, 13 quelli fuori rispetto ai 3 dell’Ascoli, 15 falli commessi dai marchigiani contro i 10 dei giallorossi, 11 angoli a 3 per i sanniti. E poi ancora: 761 palle giocate dal Benevento contro le 473 dell’Ascoli, i 15’57” di supremazia territoriale contro gli appena 5’44” dei marchigiani. Giusto per concludere il 57,5 di pericolosità contro il 26,5 dell’Ascoli. I numeri parlano di una sola squadra che ha cercato la vittoria e dell’altra che si è rintanata dietro la linea della palla alla ricerca di un punto prezioso. Ci sta, è quello che fanno in tanti, soprattutto le squadre che si ritengono meno competitive. Difendersi è la panacea di tutti i mali, quello che riesce meglio di ogni cosa. E l’Ascoli, con un po’ di buona sorte e l’aiutino dell’arbitro, ci è riuscito. Il Benevento mette in scarsella un solo punto, ma non si dispera: è l’ottavo risultato utile consecutivo (5 vittorie e 3 pareggi), nei quali ha realizzato 11 gol e subiti 2. Se non è un cammino da grande squadre, cos’è…?

f.s.