Come è bello vincere ricordando Carmelo

Nel pomeriggio di ieri nuovo omaggio dei beneventani nei confronti del capitano

Benevento.  

Una immagine familiare che rinnova il dolore. Porta alla riflessione, su come i destini avversi possano accanirsi su chiunque. Porta al rammarico nel pensare che tra gli applausi degli oltre settemila presenti ieri al Vigorito non c’erano anche le mani di Carmelo Imbriani. O meglio, ci piace immaginare che non ci siano solo materialmente e che possa ammirare le gesta di questo grande Benevento da una dimensione ultraterrena. Lo meriterebbe insieme a tanti altri tifosi della Strega che non hanno potuto esaudire il sogno di vedere la squadra del cuore protagonista nel torneo cadetto.

La Curva Sud ha rispolverato una immagine che è diventata una vera e propria icona del gioco del calcio. A testimoniare questo aspetto sono gli applausi onesti e sinceri dei tifosi del Latina che hanno partecipato ai cori di giubilo nei confronti del capitano. Una frase che recitava “nei cuori c’è sempre un sannita che ha lottato per la vita”. Quasi un monito, a voler sottolineare con forza che la gente di Benevento non dimentica. E come potrebbe farlo? Basti considerare che in ogni stadio d’Italia in cui gioca la compagine giallorossa, campeggia nel settore ospiti una bandiera raffigurante Imbriani che viene sventolata con fierezza e orgoglio.

Il dieci febbraio scorso Carmelo avrebbe compiuto quarantuno anni. Era allo zenit, nel momento più bello della vita. Un fiore bello e colorato, seppur strappato e deturpato, conserverà sempre la sua bellezza attraverso il ricordo.

E poi la cabala. Qualcuno diceva che affidarsi alle superstizioni è da deboli. Inutile negare, però, che è bello giocare con i numeri. Come quando Ettore Marchi, con la maglia numero sette, segnò una doppietta al Gubbio pochi giorni dopo la scomparsa del capitano. In quell’occasione il Benevento vinse 2-1, così come ieri contro il Latina e così come quando espugnò il Partenio di Avellino grazie a un suo gioiello simile al gol messo a segno da Pezzi. Coincidenze? La logica ci impone di non andare oltre, ma come è bello vincere ricordando Carmelo. 

Ivan Calabrese