Da zero a dieci. Il derby di Benevento - Salernitana

Il pagellone sul match al Vigorito

Benevento.  

Zero: Al tifoso medio Beneventano parte prima;  Arriva sky in città  per il servizio “le piazze della Serie B”. Domanda del telecronista in mezzo al corso “mi urli un forza Benevento)” Risposta della giovincella “non tifo Benevento”; altra domanda ad un signore anzianotto: “Qual’è il suo ricordo più bello?” Risposta: “La sconfitta con il Crotone nel 2009”. Azz’ e meno male che doveva essere un ricordo bello…….Stendiamo un velo pietoso che è meglio!!

Uno: Al tifoso medio Beneventano parte seconda;  ero collocato nei distinti ed ho sentito invettive contro Buzzegoli (troppo lento), Ceravolo (tant segn sul ngopp i rigori), la squadra (mò s’accumencian a venn’ e partit), Baroni (non capisce nulla e pallon’…….). Ho contato fino a diecimilaottocento…(che più o meno sono i secondi in cui sono stato allo stadio fra le 17 e le 20) prima di dare una qualsiasi risposta. Non mi sembrava il caso…….

Due: come gli errori commessi dal buon Pezzi in occasione dell’episodio che secondo me ha fatto “girare” negativamente la partita: l’essersi trovato un po’ fuori posizione su un lancio di trenta metri ed il successivo fallo anche se probabilmente era del tutto fortuito. Peccato perché si continua a vanificare delle belle prestazioni per degli episodi o degli atteggiamenti gestiti con un po’ di superficialità o disattenzione.

Tre: come gli episodi che recriminano miglior sorte; il palo a portiere battuto dopo 7 minuti, il gol annullato per un millimetrico fuorigioco ed una parata in area di Gomis (ah non era lui quello biondo con la maglia bianca?)  Tre episodi nei quali la fortuna è cecata, un segnalinee ha avuto una vista da falco ed un arbitro invece m’ parev’ peggio e Cienz u cecat’.

Quattro: Come i giorni a cavallo prima e dopo del brutto Martedi di Novara . Se guardiamo ai risultati un punto in tre partite dovrebbero fare accendere dei campanelli di allarme, se guardiamo alla prestazione, al gioco, alla grinta messa in campo fra Novara e le due partite disputate quattro giorni prima (BARI), e quattro giorni dopo (SALERNITANA) c’è da stare tranquilli e sereni.      

Cinque: Al CicioNazionaleCheParlareIlMondoFa. Un po’ sotto tono, ma può starci; campo pesante, assenza per un tempo del suo “gemello” Falco. Nell’unico spunto in velocità si beve il suo marcatore e fornisce l’assist dell’uno a uno poi annullato.

Sei: A Karamoko. Dovrebbero e potrebbero essere le sue partite. Campo pesante, fisico possente, progressione da spaccasassi a cui però non sempre corrisponde una tecnica sopraffina. Ha per due volte la possibilità di segnare nel primo tempo; il primo tiro dopo uno slalom è deviato in corner, sul secondo fa un passaggino al portiere quando con una cagliosa al volo (Tipo Verona) poteva tirare giù la porta. Jamm’ Cissè….a Benevento si dice…”U guglion..u tten’ “. Dimostracelo.

Sette: Alla grinta cazzimmosa (si può scrivere Direttò?) di Lopez che appena in campo comincia a macinare chilometri e velocizzare tutto, anche la semplice battuta di un fallo laterale. Però la fretta è una brutta bestia che lo porta a sbagliare qualche cross ed anche la battuta di un fallo laterale…..Però ad avercene di Walterini così……

Otto: A Coda. Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Combatte, tiene palla, fa salire la sua squadra, alleggerisce la pressione giallorossa, svaria per tutto i campo. Nulla da dire. L’obiettività sta anche nel saper riconoscere i meriti altrui ed i buoni giocatori. Peccato che il soggetto in questione indossava la maglia granata……..  

Nove: Alla belva umana. No no, Fracchia non c’entra nulla. La Belva è lui. Fabietto goleador e trentenne killer. In genere la  belva fiuta la preda, si apposta e poi ne fa un sol boccone mantenendo tutta la freddezza e la lucidità possibile. Ceravolo a due minuti dalla fine fiuta un pallone da inseguire, si prende un rigore e con freddezza e lucidità trafigge Gomis in una situazione ambientale tutt’altro che facile. E qualcuno nei distinti lo criticava (vedere voto 1). Stat’v a cas’…….

Dieci: alla bellissima coreografia di curva e distinti. Yes we can e come diceva Giobbe Covatta….”basta poco..che ce vò?” Bandierine agitate e semplici fogli giallorossi alzati sopra le teste hanno donato l’ennesimo colpo d’occhio spettacolare alle telecamere di tutte le emittenti tv presenti. Le cose semplici riescono meglio, se poi sono fatte col cuore restano come prova di tangibile maturità visto che parte dei contributi per la coreografia sono stati donati in beneficenza.

Scugnizzo69