Forse non è un caso che la società del presidente Vigorito festeggi oggi il suo compleanno su un campo colmo di gloria come quello di Perugia. Il destino ha compiuto un giro completo, da quel 17 marzo del 2006, giorno in cui il Benevento passò dalle mani dell’imprenditore bellunese Older Tescari a quelle ben più sicure della famiglia Vigorito. L’esordio due giorni dopo a Sassuolo, contro una squadra che proprio quell’anno iniziò la sua scalata al calcio che conta. Da Sassuolo a Perugia, dalla C2 alla B, passando per 2 play off per la C1 (una semifinale e una finale), per 5 play off per la B (una finale, tre semifinali e un’eliminazione al primo turno) e per 2 promozioni dirette (una in C1 e una in B). La B è l’epilogo atteso bramato goduto, è il giusto premio per un uomo come Oreste Vigorito che non conosce la parola resa, e per una società che si è avvalsa fino al 2010 dell’esperienza, dell’intuito e dell’avvedutezza del compianto fratello Ciro. E’ passata alla storia quella frase pronunciata dal presidente per spiegare il perché dell’acquisto di una società di calcio come il Benevento: “Ho comprato un’emozione”, disse. Consapevole che quella emozione l'avrebbe condivisa con Ciro e la sua famiglia. Sicuro che sarebbero state tante emozioni e non una sola, che il calcio sarebbe diventata una delle sue aziende più amate e famose nel panorama calcistico nazionale. Undici anni vissuti col cuore palpitante e con quel vessillo giallorosso da far sventolare sul balcone della sua casa a Posillipo. Undici anni che nessun tifoso beneventano potrà mai dimenticare. Sperando di viverne tanti altri sempre più belli. Auguri Pres.
frasan
