Attesissimo intervento di Oreste Vigorito nel corso di Ottogol, programma condotto da Antonio Martone sulle frequenze di Ottochannel 696. Ecco le parole del presidente del Benevento Calcio: “Il mio godimento è venire al Ciro Vigorito e vedere il pubblico felice. Nel giorno della partita ti accorgi che non stai sognando e dopo aver varcato quei cancelli senti tutto l'affetto della gente. Questo ti permette di dimenticare le difficoltà e ti fa scoprire l'amore e i veri valori. Ho sempre pensato che la nostra organizzazione societaria fosse abbastanza positiva ed ero curioso di vedere come si sarebbe integrata in una categoria così importante. Devo anche dire che la città ha risposto abbastanza bene con molti imprenditori che hanno sposato il nostro progetto”.
Ha poi proseguito.
“Appena ho capito che i componenti della rosa sono dei ragazzi sani che hanno tanta voglia di vivere un sogno, non ho avuto dubbi nel fatto che potessimo fare un campionato di vertice. Non sono state le ultime sei partite a farmi perdere la speranza. Non ho mai amato essere in prima linea, ma a un certo punto desideravo che ci fosse un contatto diretto tra pubblico e squadra. Ho sempre auspicato un bellissimo rapporto tra queste due componenti e adesso il pubblico riconosce lo spirito di sacrificio di questa squadra e la squadra riconosce al pubblico di essere il dodicesimo uomo in campo. Il presidente deve stare dietro le quinte. Sul palco devono andarci gli attori principali”.
Ha aperto una parentesi su Baroni.
“Per la squadra che amiamo cerchiamo di prendere sempre il migliore. L'allenatore deve dimostrare di essere un ottimo professionista in campo, ma anche nella vita deve rappresentare un'immagine importante che la famiglia Vigorito con grande sacrificio ha sempre provato a mettere in primo piano. In questi anni abbiamo avuto modo di perdere, ma sempre con grande dignità. Siamo sempre ripartiti più forte. Nessuno me l'ha chiesto, ma ci tengo a dire che a gennaio ho ripreso il 100% delle quote societarie. Nel complicato momento di riassetto, Baroni ha dimostrato di avere una grande partecipazione emotiva ed è nei momenti difficili che capisci quando una persona è adatta allo scopo. Riesco a capire i valori umani e rinunciare a questo allenatore per qualche partita andata storia sarebbe stato stupido”.
Gli viene chiesto del mercato di gennaio.
“Abbiamo la certezza che giocheremo ancora di sabato e non era così scontato. Questo è merito di chi ha fatto tanto. Potevamo fare di più? Forse se non avessimo vinto 3-0 contro il Carpi l'avremmo fatto. Quella prestazione ha convinto tutti, facendoci prendere la strada della continuità. In effetti ci eravamo anche mossi in maniera importante, chiudendo per Tonev con cifre a sei zeri. Due ore prima della fine del mercato, però, è stato contattato da Nicola e ha preferito tornare a Crotone. In poco tempo abbiamo trattato Furlan, Giannetti e anche Statella. Per quest'ultimo volevano in cambio il giovane Brignola ed eravamo anche disposti a cederlo, ma ormai era troppo tardi. Su ogni movimento c'è sempre stata una consultazione tra le parti e la società non si è mai tirata indietro”.
Ha poi chiuso in questo modo.
“Il mio primo pensiero quando abbiamo esordito in serie B è andato a tutti quegli uomini che mi hanno dato forza in questi undici anni. Avrei voluto stringerli tutti con un grandissimo abbraccio. Vedevo la gente che mi sorrideva e ho rivolto un pensiero a Ciro, dicendo che questo sorriso doveva restare fino a maggio perché se viene meno la voglia di stare insieme, non avrebbe senso il mio ritorno”.
