ZERO: Al solito approccio molle che da un po’ di tempo abbiamo con le partite. Squadra compassata, senza verve, senza autorità. Ci sta che alla prima occasione si possa beccare gol. Mi chiedo perché, ma credo che se lo chiedano in molti. Iniziare le partite così fa verament vutà o stommac’…
UNO: Come uno è stato l’unico tiro in porta del Cittadella. Purtroppo quell’unico tiro in porta ci ha castigato. Andare in vantaggio permette poi anche di giocare p meglio di “non giocare” . Da qui il successivo...
DUE: che è il voto che do per come il Cittadella ha interpretato la partita. Continue perdite di tempo, giocatori svenuti in campo al primo contrasto. Una antitesi rispetto alla squadra ammirata nel primo mese e mezzo che l’aveva portata in vetta alla classifica. Ma il calcio è anche questo e chi vince ha sempre ragione. Polli noi che glielo abbiamo permesso con il nostro atteggiamento rinunciatario.
TRE: Come le nitide occasioni avute per raddrizzarla già nel primo tempo. Due pali, un tap-in che era più facile da buttare dentro che sbagliarlo; insomma, la reazione c’è stata, almeno nel primo tempo. Nella ripresa di calcio giocato se ne è visto veramente poco. Purtroppo.
QUATTRO: Non è un voto sia bene chiaro ma sono solo i quattro apparsi ieri troppo sotto tono, ovvero Venuti, Dal Pinto, Cisse’ (ancora una volta) ed anche Ceravolo (Chicca nun t ncazzà!!!) anche se per quest’ultimo c’è da dire che non ha avuto una che sia stata una, palla giocabile. E non sempre può togliere da solo le castagne dal fuoco…
CINQUE: all’estro ed all’inesperienza di Ciciretti. L’unico ad avere un passo superiore agli altri, ad inventare qualcosa con le se giocate. Purtroppo cade nella provocazione che gli costa il primo giallo (si è capito da come ha iniziato la rincorsa al suo avversario che lo avrebbe steso volontariamente) mentre il secondo è un normale fallo di gioco con un entrata in ritardo. Croce e delizia.
SEI: Alla tranquillità del classico paese nordico che vive il calcio con serenità e senza troppe tensioni. Pubblico compassato, gente socievole; davvero gran bella cittadina ricca di arte e storia. E’ valsa la pena farsi un giro.
SETTE: Sembrerà strano ma non ho un sette per nessuno. Forse sarà la mancanza di idee, ma davvero non riesco a trovare qualcuno o qualcosa che oggi possa valere questo voto. Perdonatemi
OTTO: Alle TESTE MATTE ed alla CURVA SUD anche Sabato presenti. Solo 7 giorni fa erano a LA SPEZIA. 3000 km fra andata e ritorno e tanto tifo tanto calore e tanta passione nonostante sonno viaggio e stanchezza. Tifo di casa nettamente surclassato Matti si ma d’amore per questi colori. Ancora una volta encomiabili.
NOVE: al cofano di una delle macchine che si apre sull’autogrill dopo Brescia mostrando il vero motivo per cui si va in trasferta; uno sfornato di sasiccia e friarielli, provolone sannita, 4 bottiglie di aglianico, che hann’ fatt’ mett’ scuorn’ i RUSTICHELLA, i CAPRI e le focaccine dell’autogrill. Poco ci mancava che la gente in coda alla cassa tornasse indietro p venì a magnà cu nnuje...
DIECI: Al più piccolo della compagnia. A Vercelli avevo parlato di Gennaro, l’ultraottantenne di LUINO che si era emozionato al gol quasi allo scadere; ieri è la volta di un piccolo “veronese” Francesco che ha presenziato all’ennesima trasferta di quest’anno. Due anni e mezzo, maglietta giallorossa, uno spasso vederlo correre sui gradoni. Per la serie…. piccoli stregoni nascono e crescono… anche lontano dalla propria terra d’origine…
PS: vi auguro con tutto il cuore di potervi/ci fare una Buona Pasqua tutti, con la serenità nel cuore ed accanto agli affetti più cari. E dopo aver fatto una Buona Pasqua speramm’ che nun ciantussecamm ‘a Pasquetta, Brescia non è un baluardo insormontabile… non rendiamolo tale…
Scugnizzo69
