Marco Baroni e Gigi Cagni non si sono mai affrontati prima d'ora anche per una differenza di età piuttosto netta (Cagni è del '50, Baroni del '63), in compenso il trainer giallorosso è stato giocatore di quello bresciano nella stagione 96/97 a Verona in serie A. Lo ha ricordato lo stesso allenatore lombardo nell'ultima conferenza stampa: “Sarò felice di vederlo, non so che tipo di gioco faccia. Lui mi conosce come carattere, sono certo (ride...) che non me la farà la cortesia. E' giusto che sia così”. Bresciano doc, 262 partite da giocatore con le rondinelle, Cagni è stato chiamato al capezzale della squadra lombarda per provare a evitarle una rovinosa caduta in Lega Pro. Alla vigilia della sfida col Benevento ha perso Bonazzoli, rischiando di fare a meno anche di Caracciolo e Torregrossa. Gli ultimi due dovrebbero però essere della sfida. Ai suoi ha chiesto finalmente di fare quello che gli ha inculcato in un mese di sua gestione, gli ha chiesto anche di essere allegri e spensierati: “Diamine, fate il mestiere più bello del mondo”. E' evidente che il morale del Brescia non è dei migliori e vuole rialzarlo. Ha spazzato via ogni possibilità di polemica per la gara d'andata: “Le espulsioni? Bè, eventualmente i ragazzi dovrebbero avercela con l'arbitro, non col Benevento”. Qualcuno gli fa notare che la squadra sannita in quella gara non si fermò, facendone quattro alle rondinelle e cercando il gol fino in ultimo: “Hanno fatto bene, si fa così. E poi i miei non ce l'hanno nell'animo queste cose, cercare vendette, mantenere il puntiglio”. L'analisi di Cagni sulla squadra giallorossa però non sembra perfetta: “Incontriamo una squadra fisica (?), che ha carica agonistica, intensità. Ce l'ha nella sua natura. Noi dobbiamo essere quantomeno come loro, se non superiori sotto questo aspetto”. Chiara l'intenzione di caricare la squadra bresciana e di ottenere una prova basata sulla forza fisica. Il Benevento è avvisato. E anche se non è una squadra fisica dovrà estrarre dal cilindro una prova ricca di slanci agonistici. Come ha detto Baroni: “Niente fioretto, quello ce lo spezzerebbero in un attimo”.
f.s.
