Benevento scippato. Domani si parte per Cesena

Strega poco brillante sotto porta, ma questa volta avrebbe meritato di vincere

Benevento.  

Il vento non gira. Il Benevento è sì convalescente, ma questa volta avrebbe meritato qualcosa in più dello zero a zero finale. Baroni ha ritrovato l'assetto primario, ma non la vittoria. Quando la dea bendata è girata dall'altra parte (come l'arbitro in occasione del rigore non concesso), diventa difficile combinare qualcosa di buono. Le partite da giocare si accorciano e questo pomeriggio alla finestra si può anche gufare un po'. Baroni e la squadra, però, non vedranno le altre gare, saranno in viaggio per Cesena. Non è una continuazione del ritiro, ma solo una condizione logistica già organizzata. Al Manuzzi si gioca martedì, la squadra si ritroverà domani mattina e comincerà a preparare la partita in terra di Romagna.

LA CHIAVE TATTICA – Il Benevento torna a giocare col 4-2-3-1. L'assetto è quello più congeniale per la squadra giallorossa, ma la condizione dei giocatori non è la migliore. Torrente schiera il Vicenza con un prudente 4-1-3-2, che in fase di non possesso diventa un più abbottonato 4-1-4-1. I biancorossi giocano tutti dietro la linea della palla e per il Benevento trovare spazi per andare a rete è sempre più difficile. D'altro canto il giro palla esasperato porta raramente a liberare un uomo dalle parti del portiere vicentino. E i giallorossi continuano a commettere troppi errori non procurati. Contro una squadra così chiusa come quella vicentina, ci sarebbe da trovare soluzioni alternative: il tiro da lontano, la percussione laterale cercando più spesso l'uno contro uno. La squadra giallorossa non ha più la continuità di qualche mese fa e non riesce a tramutare in gol il ponderoso possesso palla.

LA SVOLTA – In una partita così gli episodi sono sempre decisivi. Il Benevento ne ha abbastanza: sono tutte occasioni che avrebbero potuto significare una svolta. E sono almeno quattro quelle che avrebbero potuto portare la partita dalla sua parte: nel primo tempo il pallone del gol capita sul piede di Ceravolo che questa sera non è particolarmente “caldo”. Pallone da scaraventare in porta senza problemi, invece la Belva spara sul portiere in uscita. Secondo episodio, questa volta c'entra anche un pizzico di sfortuna: in avvio di ripresa l'angolo di Buzzegoli viene impattato in maniera perfetta da Camporese che colpisce una traversa clamorosa da due metri. Infine i due possibili rigori: il primo su Ciciretti si può anche non concedere (benchè la palla toccata da Gucher cambi direzione), quello scaturito dal cross di Ceravolo intercettato da Bianchi è rigore nettissimo. L'arbitro non lo concede. Simpatico il siparietto in sala stampa tra i due allenatori. Arriva prima Torrente che dice che l'arbitro non lo ha concesso perchè il pallone ha toccato prima la coscia e poi il braccio. “Bella fantasia”, risponde Baroni. Non è difficile dar ragione al tecnico giallorosso...

Franco Santo