Benevento, è la svolta: derby e 5° posto

La squadra di Baroni fa sua la sfida con i "cugini" e rivede la luce fuori dal tunnel

Benevento.  

Il derby è della strega, con merito. E con il solito patema finale. Perchè la psiche è fragile e il fisico, chiamato a reggere un urto consistente con quasi 30 gradi in campo, deve far ricorso a tutte le residue forze. Il ritorno alla vittoria è dolce come il miele, regala la soddisfazione di vincere il derby (mancava in casa da 14 anni, 1 a 0 con un gol di Nocerino), ma anche di riagganciare il quinto posto in classifica. E' una liberazione per una squadra che continua ad avere sprazzi di gran gioco, ma che ha anche tanti problemi fisici da gestire. Può essere, come aveva detto il presidente Vigorito, la partita della svolta. Quella positiva savolta, dopo aver pagato a caro prezzo la sconfitta interna col Bari, inizio di una lunga serie di risultati poitivi.

La chiave tattica. Baroni recupera Ciciretti e lo manda in campo, nonostante il fantasista romano non sia al meglio. Si perpetua il 4-2-3-1 e la squadra si muove in maniera armoniosa. Novellino schiera un 4-4-2 molto prudente, non c'è pressione sui portatori di palla e il Bnevento fa il bello e cattivo tempo. Meriterebbe di passare la squadra giallorossa, ma non vi riesce, un po' per scarsa mira, tanto per sfortuna. Viola, protagonista di una prova finalmente convincente, si ritrova due volte a tu per tu con Radunovic, ma non riesce a gonfiare la rete. Anche bomber Ceravolo fa lo stesso un assist delizioso di Falco. Si va al riposo e l'impressione è che la partita sia nelle mani della squadra giallorossa. L'Avellino ha dalla sua solo un tiro di Lasik, soffre, non riesce a tenere il passo del Benevento. La squadra giallorossa perde Ciciretti e cambia modulo: entra Puscas e va ad affiancare Ceravolo. Si passa al 4-4-2, con Falco che viene dirottato a destra. Rimane il dominio, ma arrivano finalmente i gol. Segna Ceravolo di testa su cross di Falco, raddoppia l'ex cesenate con uno scippo su Omeonga. Il 2 a 0 sembra definitivo, invece la paura fa 90 e arriva un gollonzo dei lupi. Cragno è un po' indeciso e l'ex Eusepi va ad impattare di testa per l'1 a 2. Il resto è sofferenza (neanche troppa) perchè si viaggia sul filo della paura di non cogliere l'importante successo che era sembrato ormai essere in tasca. L'ingresso di Gyamfi al posto di Ceravolo, riporta il Benevento sul 4-2-3-1. Si chiude così, con un Chibsah mostruoso e con un Viola finalmente padrone della situazione.

La svolta. Alba del secondo tempo. Nicolas Viola disegna una traiettoria perfetta da sinistra a destra (una quarantina di metri) per Filippo Falco: il “Messi del Salento” controlla e lascia partire un cross al bacio in area sul secondo palo: Ceravolo ha ragione nel duello aereo di Jidayi e infila di testa nell'angolo alla destra di Radunovic. E' il momento cruciale del match. Il Beevento aveva giocato alla sua maniera in tutto il primo tempo, ma non era riuscito a gonfiare la rete biancoverde. Un gol, per la squadra giallorossa, è sempre una svolta. Questo lo è maggiormente, proprio perchè va a concretizzare un momento di dominio da parte dei giallorossi a cui mancava solo il gol.

Franco Santo