Gustoso il siparietto finale tra il presidente Vigorito e il tecnico che risponde alle domande dei giornalisti in sala stampa dopo essere passato già da Sky, Ottochannel, Rai e compagnia bella. Il presidente si affaccia alla porta: “Ma lei è ancora qui, lo sa che sabato si gioca?”. Il tono è scherzoso, ovviamente. Ride anche Baroni che però si inceppa sulla risposta che stava dando al giornalista. E’ quasi mezzanotte, lo stress per la partita si sta pian piano sciogliendo. E’ stata dura, come sempre. Perché, come spesso accade, il Benevento si è complicato la vita da solo dopo aver spadroneggiato in lungo e in largo. “Siamo fatti così”, sospira Baroni. Sottolineando che la squadra si butta a capofitto in attacco anche quando ci sarebbe solo da gestire. Questione di “Dna”, questa squadra è fatta per attaccare, non riesce a pensare ad altro. Ci sta ancora lavorando Baroni, vuole farlo capire ai suoi ragazzi. Perché col Perugia sarà una partita completamente diversa. Sfida doppia, col pareggio che alla fine (anche di risultati, ovviamente – e i gol in trasferta non valgono doppio -) premierebbe gli umbri. E’ bene ricordare che nella seconda fase non si disputano tempi supplementari: ecco cosa dice il regolamento: “La squadra 4ª classificata disputa una gara di andata ed una gara di ritorno con la squadra risultata vincente tra 5. e 8.; la gara di ritorno viene disputata sul campo della squadra 4ª classificata; a conclusione delle due gare, risulta vincente la squadra che ha ottenuto il maggior numero di punti; in caso di parità di punteggio, per determinare la squadra vincente si tiene conto della differenza reti; in caso di ulteriore parità, viene considerata vincente la squadra in migliore posizione di classifica al termine del Campionato (il Perugia per via degli scontri diretti) - non si disputano tempi supplementari -).
Come dire che anche se né a Baroni, né alla squadra, piace fare calcoli, le strategie dovranno leggermente cambiare. Senza snaturare lo splendido Dna, perché il corpo deve fare quello che dice il cervello, anche se con qualche spicciolo di prudenza qua e là. Prendiamo ancora in prestito la frase finale di Baroni: “Si potrà andare fino in fondo se ognuno dei giocatori lascerà qualcosa di se stesso e penserà alla squadra”.
