Strega, un'altra notte magica

Ora bisognerà non perdere nella gara di ritorno per afferrare la finale

Benevento.  

Serviva una vittoria, è arrivata. Le notti magiche cominciano a entrare nel cuore della gente, sono un momento di aggregazione. E di spettacolo. Adrenalina allo stato puro, roba da stropicciarsi gli occhi. La “ola”, i cori, l’incitamento. E il record di presenze. Più della serata col Bari. C’era da aspettarselo. 13.702 biglietti staccati, ai limiti di quella capienza che rimane ristretta rispetto alla reale ampiezza dello stadio.

Il resto lo fa la squadra, il cuore della strega. Che è grande e batte forte. Ci sono novanta minuti di differenza nelle gambe delle due squadre, si vedono soprattutto nel finale. Ma prima i giallorossi attaccano, provano a far male al Grifo. Non lasciano una palla, lottano con tutto il furore di cui sono in possesso. Sul piano tattico il Benevento soffre un po’ in fase di ripiegamento, il Perugia pressa con Mustacchio a destra e Di Chiara a sinistra, la strega si difende come può con Puscas e Eramo (oltre che con Lopez e Gyamfi). Ma a campo aperto il Benevento può far male in più di un’occasione, potrebbe segnare Ceravolo in avvio, potrebbe farlo ancora la Belva nella ripresa. Lo fa con Chibsah che ruba palla al franco-ivoriano Gnahorè e se ne va spedito verso Brignoli. Il gol è un’esplosione di gioia per la squadra e per il pubblico. Era quello che il Benevento cercava. Un gol da difendere con le unghie e con i denti. Perché partire nel ritorno anche con un piccolo vantaggio non può che aprire il cuore alla speranza.

Si discute tanto del gol annullato al Perugia. Si è temuto che nonostante la presenza di un arbitro bravo, di due guardalinee e di due “addizionali”, si consumasse una ingiustizia. Invece La Penna ha avuto il coraggio di tornare sui suoi passi e di annullare. Lo ha sottolineato con piacere Camporese: “Non tutti gli arbitri lo avrebbero fatto”. Per fortuna La Penna è di categoria superiore.

Ci sarà bisogno di tanto coraggio al Curi e come dice Baroni non si potrà assolutamente difendere quel vantaggio risicato. “Se andassimo là a cercare di conservare l’1 a 0, sarebbe un errore. Nelle ultime partite abbiamo speso molto, ma sul campo, non dimentichiamolo mai, abbiamo conquistato un punto in più del Perugia. Le motivazioni sono talmente grandi che c’è speranza di non sentire la fatica”. Speranze racchiuse in una frase ricca di forza d’animo, quello che ha permesso alla squadra di gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Al Curi sarà diverso. Il Perugia sarà costretto ad attaccare, a cercare la vittoria ad ogni costo. E il canovaccio si capovolgerà. Baroni ha anticipato che manderà in campo qualche giocatore più fresco, non si può fare diversamente. Anche se riflette su un dato: ora anche il Perugia ha una partita nelle gambe da smaltire. Sarà un’altra partita da giocare sul filo dei nervi, la posta in palio è di un’importanza esagerata.

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