Ormai la storia la conoscete a memoria, ma spesso le “riproposizioni” di quanto accaduto in passato lasciano davvero sbigottiti. Nel maggio del '96 il Frosinone venne sconfitto a Benevento all'ultima giornata e questo risultato non gli permise di ottenere la promozione diretta in C1. I ciociari dovettero accontentarsi dei play off, ma negli spareggi furono eliminati in semifinale dall'Albanova.
Per i sostenitori gialloblu è un incubo che si è ripetuto quest'anno, anche se in maniera molto più “devastante”. Pensate che la truppa di Marino ha totalizzato gli stessi punti del Verona e accumulato un vantaggio di nove punti sulla quarta. Per un solo punto non è riuscito a ottenere l'accesso diretto in massima serie, perso proprio al Vigorito quando Fabio Ceravolo ha cambiato le sorti di una intera stagione. Ebbene sì, il calcio è talmente bello (o crudele, dipende dai punti di vista) che un intero campionato viene deciso da un singolo episodio. La marcatura della belva ha permesso a ben cinque squadre (oltre al Frosinone, ovviamente) di partecipare ai play off e ha tolto ai ciociari una promozione che fino a qualche mese fa sembrava assicurata. Quanto può essere pesante una sconfitta del genere? Nel doppio confronto con il Carpi, i gialloblu sono sembrati spenti e senza mordente, tanto da essere sconfitti da una squadra in nove uomini dinanzi al proprio pubblico. I pensieri di tutti i presenti al Matusa sono andati inevitabilmente a quel caldo pomeriggio vissuto al Vigorito.
Ma c'è di più. Oltre alla bestia nera Benevento, il Frosinone ha dovuto fare i conti con un'altra maledizione. Da quando è stata modificata la formula dei play off in serie B nella stagione 2013/2014, la terza classificata (quindi quella che presenta maggiori vantaggi nell'economia degli spareggi) non ha mai vinto.
Ivan Calabrese
