Se avete qualcuno vicino a voi, chiedetegli di darvi un pizzicotto, vi servirà per capire se state sognando o se quello che state vivendo è tutto vero. Perché l’impresa è talmente grande che si stenta a credere che sia accaduta davvero. Il Benevento è in serie A, lì dove dimorano stabilmente Juventus, Roma, Napoli, Inter, Milan, Fiorentina. La strega l’ha fatta grossa questa volta e non ha aspettato che la B le andasse stretta per mettere piede lì dove neanche il più inguaribile degli ottimisti avrebbe osato sperare di arrivare. E’ una notte di magia, di entusiasmo sfrenato, di gioia irrefrenabile, una notte che regala emozioni mai provate, nella quale il cuore batte talmente forte che sembra voglia uscire fuori dal petto. E’ la notte delle streghe, in una data che dopo il 30 aprile (promozione in B) chiede di essere ricordata per sempre. Non è un 8 giugno qualsiasi, è l’8 giugno, il giorno della serie A. La città è letteralmente impazzita, non c’è angolo dove non si parli di questa impresa. Tutti sanno chi è Ceravolo la “Belva”, il Cicero, l’uomo Cragno, lo “zio” Lucioni che parla in dialetto come fosse nato qua, tutti protagonisti pronti ad entrare nella leggenda. Perché la serie A in una cittadina di poco più di 60mila abitanti può essere un volano incredibile per la sua economia, per la vita di tutti i giorni. Il calcio come traino di una comunità che spesso si è chiusa in se stessa e che ora dovrà aprire le porte al mondo: quello della comunicazione, che dovrà imparare a dire “sanniti” e non “sannini”, “beneventani” e non “beneventini”, che dovrà scoprire che qui ogni angolo della città trasuda storia e cultura e che la squadra di calcio è servita per veicolare tutte queste informazioni. E’ una notte incredibile, che continua a sembrare un sogno. Perché la piccola società di calcio, quella senza una storia importante alle spalle, andrà a sfidare gli squadroni del campionato italiano, perché non è mai capitato che una squadra che aveva sempre militato in serie C, faccia il doppio salto da matricola di B fino alla serie A.
L’ultimo atto nel suo stadio davanti a ventimila cuori palpitanti. Il Carpi, fiero antagonista, le telecamere di Sky e quelle della Rai, la suggestione della premiazione finale, mille coriandoli giallorossi che illuminano la serata di gloria. E il cuore batte sempre più forte.
L’ultimo atto, bello come tutti questi play off. La rete fantastica di Puscas, il palo di Viola, una vittoria cristallina, la serie A conquistata. Per la prima volta nella storia, in una serata storica che nessuno più dimenticherà
Ora non resta che riversarsi per le strade della città e farla vivere fino all’alba, perché questa è una notte di festa per tutti, non solo per chi ha il calcio nel cuore. Anche la Dormiente all’orizzonte sembra sorridere, sembra essersi svegliata dal sogno, ora è pronta a vivere una nuova meravigliosa realtà.
Franco Santo
