Quando la testa non c'è gli avversari ballano

Gli errori grossolani hanno regalato tre punti al Sassuolo. La squadra è fragile

Benevento.  

E' diventato difficile parlare anche nei bar di questo Benevento. C'è chi cambia subito argomento o chi riversa la propria rabbia su questo o quell'altro calciatore. E' una situazione che si fa sempre più complessa, ma la cosa più grottesca è che questa squadra si sta avviando da sola verso l'orlo del precipizio. Sì, perché il primo tempo di ieri non è stato affatto negativo. Il Benevento ha giocato a testa alta contro un modesto Sassuolo che non ha spaventato più di tanto. I secondi quarantacinque minuti, invece, sono stati un vero e proprio incubo. Gli errori commessi in difesa in occasione delle reti dei neroverdi sono difficili da digerire, così come il fallo di mano di Costa che ha permesso al Sassuolo di tirare un calcio di rigore nei minuti di recupero. Si è rivisto lo stesso leit motiv di Cagliari, in cui nel finale la Strega si è totalmente concessa agli avversari tanto da permettere a Pavoletti di insaccare di testa indisturbato. Basta un episodio, un qualsiasi cosa che fa sciogliere il Benevento come neve al sole. Ovidio diceva “qualsiasi cosa incrinata andrà in frantumi con un semplice tocco”, allora qual è il vero problema di questa squadra? Possibile che ci sia una fragilità psicologica così grande da portare calciatori di serie A a commettere errori così grossolani? Nel corso delle interviste del dopo gara, De Zerbi e Cataldi hanno in parte confermato questo stato di cose. Il primo ha chiaramente detto che qualche calciatore fa il fenomeno in allenamento, ma in partita è “timido”. Il secondo, invece, ha parlato della pressione che nasce quando si gioca dinanzi al proprio pubblico. Un po' esagerato, dato che questa piazza nonostante l'ennesima sconfitta si è lasciata andare soltanto a fischi e qualche (giusta) imprecazione. Nulla di più. Però è una frase che testimonia un senso di malessere dovuto ai risultati, questo è indubbio, che fa calare convinzioni e autostima portando inevitabilmente a ciò che si è visto.

I difetti tattici sono migliorabili, ma quando ci sono problemi di testa così evidenti il lavoro si fa sempre più difficile. Una vittoria sarebbe la migliore medicina, ma purtroppo neanche il calendario aiuta questa squadra che dovrà affrontare nelle prossime due partite l'Atalanta e il Milan. Tocca a De Zerbi, ancora una volta, a provare a salvare il salvabile e dare una scossa con la sua solita verve. Aspettando gennaio. 

Ivan Calabrese