So’ scunfirat’… Che dire: gli ingredienti c’erano tutti per provare a bissare il risultato ottenuto solo una settimana fa. L’entusiasmo ritrovato per un (misero) punto raccolto dopo 15 partite, il modo con cui era stato raggiunto il pari che ci aveva fatto e ci farà rimbalzare alla ribalta nazionale a lungo, il viaggio speranzoso dei 400 temerari che hanno sfidato il gelo e la neve di Udine pur di dire ancora una volta a quelli che scendevano in campo: “Eccoci, noi siamo qua… siamo qui per la maglia, siamo qui per voi, siamo qui perché ci crediamo…”. Ed invece il copione al Friuli è stato quello di molte , troppe partite già interpretate allo stesso modo in passato. Un pericoloso deja vù, frutto sia di un nuovo schieramento in campo, sia degli interpreti lanciati nella mischia. Pronti via ed alla prima azione scaturita da una dormita a destra becchiamo il primo gol (ZERO). Chiusure tardive e posizionamenti sbagliati tramutano la speranza in terra friulana nell’ennesima Caporetto. Speranzosamente si prova a pensare: “vabbè in fondo sono passati solo 4 minuti, c’è tutto il tempo per recuperare ed invece il tiro di Puscas che centra Bizzarri (UNO) è di quelli che ti fa capire che se tu già non ne hai perché sei incapace di creare (DUE) e poi nell’unica volta che arrivi a tu per tu col portiere lo centri in pieno, allora proprio non è giornata. Pensi che tutto sommato nello squallore di un primo tempo sotto tono da entrambe le parti, sottolineato dai cronisti Sky che per l’ennesima volta ci chiamano Frosinone (TRE), forse anche andare a riposo sull’uno a zero non è poi tanto male, quand’ecco che il solito Costa (QUATTRO) con il suo scellerato disimpegno avvia l’azione del raddoppio friuliano che chiude di fatto ogni velleità.
“E fuori nevica” recitava una commedia di Salemme… ma il freddo nguoll lo hanno avvertito di sicuro sia i temerari tifosi sanniti al seguito, sia quelli come me, che sebbene rinfrancati da una visione più comoda da casa, non riescono a rimanere impassibili e a farsi gelare il sangue nelle vene. Mi autocritico con un bel CINQUE, perché vi confesso che sul 2-0 ho cambiato canale ed ho quasi “gioito” che impegni familiari già concordati in precedenza avessero evitato di sobbarcarmi tante ore di macchina in quelle condizioni meteo, per vedere la solita indecenza. E’ stato un brutto pensiero lo so, ma purtroppo l’ho fatto e di questo me ne vergogno un po’! Il SEI è solo “politico” per la timida reazione avuta nel secondo tempo con il tiro di Memushaj prima e la punizione di Armenteros poi e per un certo piglio dimostrato, ma è poco , è veramente poco se si considera che il duo sky ha praticamente chiuso la cronaca del match commentando con qualcosa tipo “una brutta Udinese, con poche idee fa suo l’incontro senza nemmeno soffrire più di tanto”. Analisi spietata, cinica e perfetta, da SETTE in pagella (purtroppo per noi aggiungerei).
Voto OTTO all’impianto friuliano. Un vero gioiellino forse addirittura più bello dello STADIUM di TORINO. Il NOVE va in prospettiva… ed è di incoraggiamento . Non so se De Ceglie e Guillerme siano giocatori che fanno al caso nostro, ma come diceva qualcuno più letterato di me qualcosa… “eppur si muove…”. Forse è tardi o forse sono una buona base di partenza per il prossimo campionato che sebbene molti (?) credano possa ancora essere nella massima serie, pochi (?) cominciano a pensare in stile cadetto.
DIECI ancora una volta a chi per passione, attaccamento, amore, religione (si perché crederci e presenziare equivale ad una sorta di impegno domenicale tipo andare a Messa), non è voluto mancare a dispetto di un viaggio fra mille problemi derivati soprattutto dalle avverse condizioni meteo. Cari ragazzi che indossate questa maglia, prendete esempio da loro, da quei 400 e se non siete in grado di fare ciò che vi chiedono, fateci un piacere... toglietevela.
Scugnizzo69
