Profondo giallorosso: è un tunnel senza fine

Sembra un film dell'orrore. Il Benevento ha paura di vincere

Benevento.  

Adesso si fa dura, anzi durissima. Non che prima la situazione fosse idilliaca, ma perdere in casa contro la Spal ha segnato un po' il cosiddetto “de profundis” per una squadra che il campionato non l'ha mai iniziato. Certo, la matematica non ha ancora emesso il suo verdetto, ma quanto visto ieri sera ha lasciato interdetti anche i tifosi più ottimisti.

I risultati maturati nel pomeriggio, in cui avevano vinto quasi tutte le dirette concorrenti per la salvezza, lasciava presagire una gara all'arrembaggio da parte del Benevento, consapevole che battere la Spal avrebbe rappresentato un piccolo, timido, passo verso la risalita. Non è stato così, anzi gli estensi hanno fatto la gara creando le occasioni migliori e portando a casa tre punti d'oro con merito, spinti da un Sergio Floccari che di presenze in serie A ne ha fatte più della metà della rosa giallorossa messa insieme.

Al di là dei risvolti tattici, di moduli, di cambi, questa squadra ha un problema critico legato all'aspetto psicologico. E' vero, non è affatto semplice scendere in campo dopo aver perso decine di partite, essere presi in giro da tutta Europa con, in fondo, la consapevolezza di non essere propriamente adatti alla categoria. Ma avere quasi il timore di essere in vantaggio denota una defezione mentale importante, che non è migliorabile con allenamenti, ritiri o altro. C'è chi suda la maglia, si impegna e lotta nonostante l'andamento della gara e chi, invece, ha già la testa verso altri lidi. L'unica cosa certa è che questa seria A, come detto dal presidente Vigorito, è diventata un incubo per tutti. Un horror, per la precisione, che spesso con le Streghe rappresenta una coppia vincente, ma mai fino a questo punto. Il pallonetto di Letizia è un pò l'immagine di una stagione in cui anche la sfortuna si è resa protagonista. Episodi accaduti anche in altre partite, in cui il Benevento non meritava di perdere, ma che hanno incrementato il problema mentale di cui parlavamo prima. 

Adesso è subentrato il disfattismo, l'entusiasmo è calato a picco. Serve un guizzo, una ventata di novità e positività per rendere la stagione meno amara e più dignitosa. Giusto per salvare il salvabile e ripartire più forti di prima. 

Ivan Calabrese