ZERO: A Manganiello. Castan andava espulso, senza se e senza ma. Una macchia che fa il pari con un rigore non dato a Milano da parte del “figliuol prodigo” Pairetto. 6 punti probabili dilapidati per delle sviste clamorose di chi il fischietto dovrebbe forse metterlo altrove. Eh no, così proprio non va. De Zerbi aveva chiesto rispetto… Mi sa che ai quartieri alti a ‘na recchia ce trasut e a chell’at se ne è asciut….
UNO: Ad un paio di scelte poco chiare del mister. Schiera un dolorante Sagnà e brucia un cambio dopo un tempo. Opta per una sostituzione tattico/tecnica che stravolge gli equilibri e le forze con l’uscita di Djuricic per Billong, che fa il pari con l’altro cambio sciagurato in quel di San Siro. Forse ieri era il caso di far uscire Sandro stremato e non chi in mezzo al campo stava garantendo ancora corsa e continuità. Inoltre u guaglion’ esterno contro Sau non si poteva proprio vedere. Mister, ti ricordi la bimba di Legnano fuori l’hotel e la storiellina del cane? Mi sa proprio che nun ciu pozz accattà!!!!
DUE: A Cataldi… Sarà che u guaglion purtass nu poco sfiga? Con lui in campo non abbiamo mai vinto. Entrare e fare un entrata kamikaze dopo 30 secondi denota anche una scarsa lucidità di approccio alla partita, sbagliare un paio di appoggi facili facili, conferma il tutto. Ma ci è o ci fa? Ai posteri l’ardua sentenza.
TRE: A Coda. Sbaglia tutto quello che si può sbagliare, fallisce due volte il tap- in del due a zero e se la mezza rovesciata era obiettivante difficile da eseguire, il tiro alla fine di uno splendido contropiede orchestrato da Viola, era quantomeno da centrare la porta. E poi qualcuno gli dicesse che esiste anche il fuorigioco, visto che almeno 5-6 volte si è fatto trovare al di la di tutti vanificando ottime ripartenze.
QUATTRO: Venuti si trova un’autostrada che lo conduce diritto davanti a Cragno. E’ vero che non sei un centravanti e puoi non avere nel tuo repertorio la lucidità e la freddezza del goleador a tu per tu davanti al portiere, ma cu na port 7 metri proprio u portier dovevi cogliere?
CINQUE: Agli occasionali che nonostante gli sconti societari hanno preferito la combinazione casa- lasagna- tracchiulelle e divano. Mò però nun venit a romp’ e scatole contro a Juventus, anzi u 7 Aprile jat a magnà in agritursmo. Cinque anche a Giove Pluvio che s’arricord e fa chiov semp e sul durant e partit. E non vale nemmeno il detto “partita bagnata, partita fortunata”….O meglio…Vale, ma pe ll’at !!
SEI: I minuti oltre il novantesimo che hanno distrutto l’ultima flebile e residua speranza di permanenza nella massima serie. In oltre quaranta anni di calcio giocato e seguito, ne avevo viste tante; pensavo che il top si fosse raggiunto col Sassuolo, dopo che lo stesso Cagliari all’andata ci aveva moralmente distrutto. Ieri si è ripetuto e forse si è anche rincarata la dose. Sei le partite in cui si sono persi punti oltre il 90esimo (Cagliari 2 volte, Sassuolo, Torino, Genoa e ci metto dentro pure il mancato pari col Bologna grazie al VAR). Parafrasando un detto di Boskov “..partita finisce quando arbitro fischia”! CU nuje l’arbitro fiscia semp’ nu sicond’ dop’ chemmu pigliat gol.
SETTE: Al gladiatore umile che sembrava il bersaglio preferito delle pallonate avversarie. Sandro si oppone con la faccia, con il petto, con lo stomaco ad ogni velleità cagliaritana ed ogni volta si rialza senza battere ciglio. Peccato per quella manina galeotta a fine match. Peccato pure che in passato, le stesse manine siano capitate nell’area avversaria in un paio di situazioni ma nessuno abbia pensato anche lontanamente di farsi una guardata in regia.
OTTO: All’unica cosa bella che m po’ ffà cunzulà dopo ieri pomeriggio. Il volto sorridente di Diletta su sky che l’anno prossimo ci farà di nuovo da padrona di casa. Lei si che è una vera star, anzi SUPERSTAR, al contrario di qualcuno che diffonde tabelle previsionali facendole passare per SCOOP. Lo SCOOP sarebbe stata la salvezza dei giallorossi che passava dai pareggi presi a Milano , Firenze e dalla vittoria sul Cagliari. Peggio di loro hanno fatto solo i sondaggi che prevedevano Hilary Clinton vincente contro Trump.
NOVE: A Mamma Rai. Per bocca dei suoi inviati a Benevento è bello sentire frasi come “Il Benevento per il gioco che esprime dovrebbe avere il doppio dei punti in classifica. Peccato che la frase è al condizionale. Forse quei punti li avremmo avuti davvero al netto di errori nostrani e di terzi (Arbitri). Accontentiamoci di essere la mina vagante per il prosieguo del torneo. Visti i chiari di luna del girone di andata è già tanto…
DIECI: Ad Enrico Brignola. Il ragazzetto di casa nostra fa esplodere un sinistro imparabile che poteva farci pregustare una Domenica diversa. Corre sempre come se avesse due polmoni. Travolge un avversario beccandosi un giallo solo per la tenacia di voler arrivare ad ogni costo su ogni palla. E’ un patrimonio. Se possibile, da preservare.
PS: Colgo l’occasione per augurare a tutti i papà una festa felice e serena da vivere in famiglia accanto ai loro figli se possibile augurando che tutti i desideri cercati possano esaudirsi. I vuless sul na zeppola nostrana. Ca ‘ngopp nunn e sann fa!!!..
Scugnizzo69
