Decima stagione in giallorosso e oltre duecento presente. Ghigo Gori è ormai diventato una leggenda del Benevento Calcio, anche perché nessuno nella Storia del club è riuscito a conquistare tre promozioni consecutive in altrettante categorie diverse. Nella sfida contro la Roma è tornato a difendere i pali della porta giallorossa al Vigorito. Ogni volta è sempre come se fosse la prima: “Ho provato come al solito grandi emozioni. Per me mettere piede su quell'erba è qualcosa di unico, così come vestire la maglia giallorossa”.
Cosa ne pensi di questo nuovo Benevento?
“Siamo una buonissima squadra, la ritengo ottima per la categoria. Sappiamo bene che essere favoriti non basta. Bisogna creare un gruppo solido e lavorare sodo. Si è creato un giusto mix tra esperti e giovani. Quest'ultimi sono molto interessanti; cerchiamo di dargli consigli per il futuro e loro devono darci una mano per proseguire il cammino nel migliore dei modi”.
Che impressione ti ha fatto Bucchi?
“E' sicuramente un grande allenatore con importanti idee di gioco. Proveremo a metterle in atto al meglio”.
Venerdì c'è il Venezia, la tua ex squadra.
“Sarò sempre riconoscente alla società perché mi ha dato la possibilità di fare una bellissima esperienza. Ero rimasto senza squadra e loro mi hanno accolto a metà settembre. E' un bell'ambiente con alle spalle una società seria che sa programmare”.
Che partita ti aspetti?
“Sarà una partita tosta. Non hanno cambiato molto rispetto allo scorso anno: è una squadra aggressiva, veloce e compatta. Dovremo stare attenti, scendendo in campo concentrati sin da subito”.
Bucchi ha anche parlato della particolarità della trasferta che potrebbe portare a cali di concentrazione.
“E' vero perché sembra una gita, dato che per raggiungere lo stadio bisogna percorrere un bel tratto con il battello. Loro sono abituati, mentre per gli ospiti può destabilizzare. Ovviamente non è affatto un alibi”.
Quest'anno si allena con te Montipò. Cosa ne pensi di questo ragazzo?
“E' un portiere giovane e di grande avvenire. Gioca nell'under 21 e questo spiega tutto. Per il terzo anno consecutivo ho il piacere di lavorare con ragazzi che sono nell'orbita della Nazionale, come Cragno, Audero e adesso Lorenzo”.
E' la tua decima stagione qui a Benevento. C'è un compagno che ti è rimasto nel cuore?
“Ne sono tantissimi con i quali ho condiviso gioie e dolori. Non mi sembra giusto citarne uno solo. Spesso non è solo attraverso i successi che si cementano i migliori rapporti, ma anche quando condividi esperienze cocenti come le sconfitte”.
Cosa ne pensi di questa estate infernale del calcio italiano?
“Preferisco non esprimermi. Ho un pensiero e lo tengo per me. Vediamo oggi cosa succede”.
Ivan Calabrese
