Per chi non ha seguito le gesta del Perugia in questa stagione, la sconfitta del Grifo al Curi col Verona (1-2) può sembrare una sorpresa. Non lo è, perchè la squadra di Nesta si conferma una brillante incompiuta, capace di essere se stessa solo dopo aver preso due sonori ceffoni. Storia vecchia quella degli umbri, alla quinta sconfitta interna stagionale (Carpi, Brescia, Palermo, Cosenza, Verona), incapace per un'ora di fare neanche il solletico ad un Hellas non bello, ma assai pragmatico. Il finale dei perugini può solo aumentare il loro rammarico, viste le occasioni a ripetizione create: un risveglio estremamente tardivo. Bisogna comunque dare atto alla squadra di Grosso di aver recuperato almeno lo spirito battagliero, elemento indispensabile per far emergere il considerevole tasso tecnico. Il balzo avanti dell'Hellas è clamoroso: per un po' si prende il terzo posto, ma le 27 partite giocate sono un chiaro vantaggio verso chi deve ancora scendere in campo in questa giornata ed ha già osservato il suo turno di riposo (Benevento, Lecce, Palermo). Attenti però agli scaligeri, che vogliono partecipare alla bagarre finale per la promozione diretta.
