Benevento, ora guarda avanti

I due ko di fila hanno fatto perdere punti e posizioni, ma la A diretta è ancora a portata di mano

Benevento.  

Col posticipo di Venezia è andata in archivio anche la 28. giornata del campionato di B. Il Benevento ne esce con un bel cumulo di macerie alle spalle e con un po' di polemiche che gli martellano la mente. La doppia trasferta toscano-lombarda si è trasformata inaspettatamente in una Waterloo: lo zero nella casella dei punti conquistati ha fatto precipitare la strega dal secondo al sesto posto e, come era logico che fosse, le ha fato perdere un bel po' di punti nei confronti delle dirette rivali. 

I NUMERI. Lasciamo dunque spazio ai numeri, premettendo che sembrano comunque il problema più facilmente risolvibile in questo momento. La classifica è fluida e dà l'impressione di poter cambiare ancora tanto in queste ultime dieci giornate. Come è cambiata nelle ultime due settimane per il Benevento. Se non si fanno punti è naturale che ci sia alla fine un conto passivo da pagare rispetto a tutti: così in due partite il Verona ha guadagnato 6 punti sui giallorossi, 4 il Palermo, 3 a testa Brescia, Lecce e Pescara. Conti salati, ma alla fine ancora aggiustabili.

Il rammarico sta nel fatto che il Benevento aveva fatto tanto per rosicchiare a sua volta punti alle varie contendenti nelle precedenti dieci partite, quelle della lunga serie positiva: ne aveva guadagnati ben 9 sul Palermo, 7 su Lecce e Pescara, 5 sul Verona. Solo il Brescia aveva tenuto e nella striscia positiva dei giallorossi aveva fatto addirittura un punto in più.

GUARDARE AVANTI. Peccato, ma guai a fasciarsi la testa prima di essersela rotta. Quella che oggi sembra un'opportunità persa, si può di nuovo trasformare in una chance da cogliere. E' il momento di rimanere freddi e di non farsi prendere dal panico, che farebbe solo il gioco degli avversari. E' evidente che i numeri possono essere nuovamente capovolti: ci sono 30 punti in palio e tutto può ancora accadere.

Ma il nodo di tutto è ritrovare l'equilibrio giusto nella squadra, che non era il Barcellona quando vinceva, così come non è il Chievo oggi che ha perso due partite di fila.

Intanto, nonostante la catastrofe, il secondo posto del Palermo è ancora distante solo 3 punti. E giusto per ricordarlo, quella posizione vale la seconda promozione diretta in serie A. Fatta eccezione per il Brescia che sembra inattaccabile per ora, c'è una griglia di cinque squadre che sembrano poter concorrere a quella posizione: Palermo (46), Verona (45), Lecce (44), Pescara (44) e Benevento (43). E, nonostante tutto, non si può dire che i giallorossi siano tagliati fuori, avendo tra l'altro una partita in meno giocata rispetto a Verona e Pescara.

E allora mente rivolta già allo Spezia, una partita che si può vincere solo se ci si libera di tutte le scorie che possono aver prodotto due sconfitte di fila. Serve la squadra giusta, nella mente, nel fisico e nell'assetto. Si può riprendere la strada intrapresa fino a due settimane fa. Senza piangersi addosso e senza rimuginare su ciò che poteva essere e non è stato.