Silva: "Ad Ascoli sarà dura. Benevento, puoi ancora crederci"

Il doppio ex: "Ho allenato Foggia e Bucchi, spero nella promozione soprattutto per loro"

Benevento.  

E' il momento più importante della stagione. Il Benevento è chiamato a una prova di forza nella trasferta del prossimo 30 aprile con l'Ascoli per dimostrare che ha ritrovato se stesso dopo la sosta successiva alle tre sconfitte consecutive. Al Del Duca, però, non sarà affatto un incontro facile, come sottolineato dal tecnico Massimo Silva, uno dei tanti doppi ex della sfida: “Seguo spesso entrambe le squadre. Ho sempre reputato la compagine giallorossa come una delle mie favorite alla vittoria finale. Peccato per le ultime tre sconfitte consecutive che hanno rovinato un po' i piani. Il campionato è lungo, la rosa è buona, però devo dire che il trend negativo mi ha deluso. L'Ascoli dal suo canto non ha una bella classifica, anche se presenta un buon distacco dalla zona retrocessione. E' una squadra tosta e per la Strega non sarà affatto facile. Anche all'andata i bianconeri diedero vita a una grande partita: servirà il migliore Benevento per portare a casa i tre punti”.

Nel corso della sua lunga carriera da allenatore Silva ha guidato anche due calciatori che adesso sono protagonisti nel Sannio con altre vesti: “Bucchi l'ho avuto ai tempi dell'Ascoli. E' un tecnico giovane che ha maturato anche una discreta esperienza in serie A. Ho sempre avuto l'impressione che fosse molto attento al lavoro che impostavo insieme a Giampaolo. Era un vero e proprio trascinatore anche nello spogliatoio. In bianconero ho allenato anche Foggia: fece un campionato strepitoso che culminò con la convocazione in Nazionale. Era il classico calciatore brevilineo, capace di saltare l'uomo senza dare punti di riferimento agli avversari. In questa sua prima esperienza importante da direttore è stato bravo a costruire una squadra forte. Spero per entrambi che il Benevento possa vincere il campionato, ma anche per i tifosi che conosco bene”.

Sì, perché Silva ha allenato la Strega per un campionato e mezzo in C2, riuscendo al primo anno ad arrivare a giocarsi la finalissima play off con la Turris, ma qualcosa andò storto: “Quella sannita è stata una esperienza bellissima. Ho dei ricordi meravigliosi, a eccezione di quella partita. Fu davvero un peccato perché per quanto espresso in campo meritavamo ampiamente la promozione in C1. I tifosi ci sono stati sempre vicini, anche se un po' pressanti: la voglia di tornare nel calcio che conta dopo anni di anonimato era immensa e fortunatamente adesso stanno raccogliendo le giuste soddisfazioni”.