Benevento, cambiare non è un rischio

Gli ultimi risultati dicono che sarebbe deleterio lasciare tutto com'è

benevento cambiare non e un rischio
Benevento.  

Serve un punto positivo a cui aggrapparsi, una base da cui ripartire. Potrebbe essere l'ultimo scorcio della partita contro lo Spezia, ricco di novità, ancorché affrontato con un assetto spregiudicato. Lo stesso Bucchi lo aveva codificato in un 4-2-4 con Insigne, Coda, Armenteros e Buonaiuto a fare densità nell'area ligure e con una difesa tornata con una linea a quattro. “I cambiamenti sono all'ordine del giorno in una partita, tutto è mutabile in una gara in corso”, spiegò il tecnico dopo il ko con i bianchi di Marino. 

I tre ko di fila pongono degli interrogativi: quegli equilibri trovati nel corso delle dieci partite utili di fila sono tutti definitivamente spezzati? Probabilmente no, ma alcune giunture sembrano logore e vanno cambiate.

Il sasso lo ha gettato Samuel Armenteros a Ottogol. Lui ha atteso con pazienza il suo momento, ha trovato il guizzo in una delle partite più tristi di questo campionato, ma il centravanti svedese-cubano vuole che sia l'inizio di un nuovo corso. “Sono pronto per scendere in campo, ho i novanta minuti nelle gambe. Sento di poter fare la differenza”. Senza giri di parole Samuel ha proposto la sua candidatura. Chiede che gli si faccia posto lì davanti. Magari senza rinunciare a Coda e Insigne che hanno cantato e portato la croce fino a questo momento.

L'inserimento di un attaccante in più esigerebbe un cambio di modulo, con un effetto domino che si ripercuoterebbe soprattutto sulla linea di difesa. Un ritorno all'antico insomma: una difesa a quattro, un centrocampo a tre e un attacco che potrebbe essere schierato con un trequartista (Insigne) alle spalle di due punte. Non sarebbe un cambio epocale, visto che il finale contro lo Spezia si è dipanato proprio su questo solco.

D'altro canto ad una squadra che nelle ultime tre partite ha segnato solo due gol e ne ha subiti 6 serve assolutamente uno scossone. Non c'è più nulla da difendere, perché se la squadra aveva trovato degli equilibri, ultimamente, almeno in parte, li ha persi. E allora prevedere delle novità può essere meno rischioso che andare avanti sul vecchio logoro solco.

Ovviamente non tutto si può circoscrivere alla tattica, servirà anche scegliere gli uomini giusti in una settimana che, se si esclude lo squalificato Volta, dovrebbe garantire la presenza di tutti gli effettivi. Anche Tuia ha ripreso a lavorare col gruppo e la circostanza, viste le ultime prove dell'ex salernitano, non può che far piacere. Bucchi lo disse subito dopo il ko con lo Spezia: “Ci dobbiamo ritrovare: se lo faremo con forze nuove o con forze vecchie non lo so, l'importante è che chi andrà in campo lo faccia con lo spirito giusto”. Come dire che la tattica serve, ma è poi lo stato d'animo dei calciatori a giocare il ruolo più importante.