Bucchi e Vivarini, dopotutto, hanno le stesse esigenze: cancellare l'ultimo tratto di strada percorso. E per farlo utilizzeranno probabilmente le stesse strategie: cambiare.
L'Ascoli tornerà domani a casa dopo quattro giorni di ritiro: se avrà lenito le ferite della serata da incubo del Via del Mare lo potrà dire solo il campo. Intanto il suo tecnico pensa già a qualche mossa: fuori Milinkovic Savic, il cui nome così importante non sembra proprio garanzia di successo, e dentro Lanni, che ha recuperato da un infortunio. Ma soprattutto sembra giunto il momento di Matteo Ardemagni, che s'è fermato due volte in questa stagione a causa di infortuni e che sembra ormai pronto al rientro. Poi ci saranno Frattesi, Laverone, Valentini a provare a cambiare il volto di una squadra smarrita e attonita, protagonista del risultato più roboante in negativo di questo campionato di serie B. Inutile dire che tra “epurazioni” e squalifiche (Addae, Ninkovic e Ganz), dell'undici che è sceso in campo a Lecce rimarrà ben poco. Previsione: Vivarini cambierà almeno sette undicesimi di quella squadra, ma soprattutto proverà a rimuovere le scorie lasciate da una sconfitta epocale.
Sulla carta Bucchi potrà essere meno “estremo” del collega ascolano, ma anche sul fronte giallorosso i cambi non si conteranno. Basterebbe rimodellare l'assetto (difesa a quattro, tre centrocampisti, tre attaccanti) per far sì che si apra un universo davanti al tecnico giallorosso. Perchè si potrà anche dare poco conto ai numeri, ma quel che è certo è che ad ogni modulo corrispondono determinate scelte tecniche. Basterebbe pensare agli esterni in una difesa a quattro: non più due stantuffi in grado di fare le due fasi, ma soprattutto due difensori che sappiano coprire la loro zona di competenza. E via così, non solo per esigenze congiunturali, ma soprattutto per ricollocare i tasselli giusti in un contesto formalmente diverso.
Il tecnico sta provando delle novità, ma in fondo si tratta di strade già percorse e non di salti nel buio. La squadra ha giocato per tre mesi con la difesa a quattro, non dovrebbe avere soverchie difficoltà a interpretare di nuovo questo modulo. Semmai le variazioni sostanziali potrebbero esserci in attacco, dove dal tridente iniziale con due ali larghe e un centravanti, si passerebbe ad una coppia di punte d'area con un trequartista alle loro spalle. E evidente che con la difesa a quattro e un attacco simile, anche le caratteristiche dei centrocampisti dovrebbero essere diverse da quelle solite. Servirebbe maggiore copertura e spirito di battaglia rispetto alle ultime esibizioni, ovvio che servirebbero anche uomini diversi. Che è quello che accadrà rimodellando il vecchio assetto. L'equilibrio faticosamente trovato nelle dieci partite utili consecutive in fondo si è sgretolato. Bisogna trovarne in fretta un altro. Per cancellare le negatività e per ripartire.
