Il nuovo solco è tracciato ed ha la forma di quello scavato nel secondo tempo di Ascoli. Non potrebbe essere altrimenti. Non c'è stato né il tempo, né la leggerezza mentale per pensare a qualcosa di diverso. I secondi 45' del Del Duca hanno quantomeno restituito l'immagine di una squadra combattiva, più logica sul piano tattico e determinata a prendersi quel risultato che le stava ancora sfuggendo dalle mani. Il punto conquistato può sembrare una inutile consolazione, ma sta proprio al Benevento renderlo un trampolino di lancio verso una nuova serie positiva. In un campionato in cui nessuno corre a perdifiato (fatta eccezione per il Brescia) anche un punto può essere parte di un gruzzoletto da utilizzare nella volata finale. Lo abbiamo detto tante volte: senza andare tanto lontano con la memoria e rimpiangere partite che potevano essere vinte e non lo sono state, basta ricordare le ultime due sfide con Cremonese e Spezia, dove il pareggio sarebbe stato il “minimo sindacale” e facilmente raggiungibile per dare maggior significato alla spartizione del bottino. Con due punti in più (davvero il minimo) ora il Benevento respirerebbe aria più salubre e sarebbe a 5 lunghezze dal Lecce, con una partita in meno giocata. Ma i rimpianti non contano nulla in questo momento, conviene solo guardare avanti e provare a affrontare ogni partita col furore agonistico che serve.
DIFESA A QUATTRO. Il 4-3-1-2 sarà confermato. Bucchi aveva da tempo in mente di tornare ad una difesa a quattro per trovare il posto in avanti ad un centrocampista o un attaccante in più. Le scelte non si discosteranno molto da quanto si è visto nel secondo tempo al Del Duca. In questi due giorni il tecnico ha monitorato soprattutto quelli che non giocavano da un po' di tempo, per capire se potrà chiedergli di bissare l'impegno questa sera. Tra questi c'è Gyamfi, che tutto sommato ha tenuto bene la posizione e se l'è cavata meglio di tanti altri. Se non avrà problemi sul piano fisico il posto a destra sarà ancora suo, altrimenti c'è “Superbike” Maggio pronto a rimettersi in gioco nel suo ruolo naturale. Non ci sarà Letizia a sinistra, colpito alla caviglia da un'entrata poco ortodossa di Ciciretti, mancheranno Caldirola e Tuia, squalificati. Per fortuna la batteria di centrali difensivi è ben ampia: in mezzo toccherà a Volta e Antei, con Costa altrettanto pronto in caso di bisogno. A sinistra Gianluca Di Chiara, che aveva saltato Ascoli per un attacco influenzale.
REGIA A VIOLA. Il centrocampista di Taurianova si è ripreso d'imperio lo scettro del comando. In questo momento non c'è scelta in quel ruolo. Crisetig è più fisico e lineare, ma ha pagato anche il tour de force a cui è stato sottoposto dal suo arrivo nel Sannio. A Frosinone giocava poco ed ha finito col pagarlo. Nicolas Viola ha più fantasia e in questo momento si fa nettamente preferire nel ruolo. Vanno scelti i compagni di viaggio per questa delicata sfida con gli emiliani. Uno dovrebbe essere Del Pinto, travolto nel primo tempo di Ascoli, ma come sempre reattivo nella ripresa, l'altro, vista anche l'assenza di Bandinelli, potrebbe essere Buonaiuto, uno dei pochi in grado di saltare l'uomo e dare qualità al settore centrale. C'è poi da scegliere il trequartista e questa volta Bucchi potrebbe dare fiducia al Ricci del secondo tempo di Ascoli, dando un turno di riposo a Roberto Insigne.
ATTACCO. Armenteros il posto se l'è guadagnato negli spiccioli di partite che ha giocato (78' nelle ultime tre volte che è sceso in campo): un palo contro il Livorno, un gol allo Spezia, un rigore procurato ad Ascoli. E' il momento di dargli maggiore fiducia, di affiancarlo a Coda e aspettarsi che possa essere ancora decisivo negli ultimi metri. Nei pochi minuti giocati ha mostrato di saper dialogare con il bomber di Cava: negli occhi di tutti c'è ancora il passaggio smarcante di Coda e l'attacco alla profondità dello svedese in occasione del rigore causato da Laverone. Si riparte da quello, con la speranza che possa essere una base solida su cui costruire un Benevento diverso nelle ultime giornate.
