Che Lecce e Pescara corressero rischi indicibili rispettivamente a Cremona e Ascoli lo avevamo scritto. Che perdessero entrambe sembrava andare oltre ogni rosea previsione (per il Benevento, s'intende). Invece è accaduto proprio questo, giusto per confortare il pensiero di chi considera la serie B il campionato italiano più imprevedibile che ci sia.
Non ci va di alimentare facili illusioni, ma se due tra le squadre più in fiducia del momento subiscono sgambetti così clamorosi, allora si può almeno dire che tutto (nel bene o nel male) può ancora accadere.
Per un giorno ancora il Benevento è sul terzo gradino della classifica. Una posizione aleatoria che domani dovrà perdere per forza: si gioca Palermo-Verona, con i rosanero a 50 e l'Hellas a 48. Qualunque risultato ne scaturisca, una delle due scavalcherà il Benevento.
Poco male. Resta la realtà di una squadra, quella giallorossa, nuovamente in piena corsa almeno per il secondo posto. Facciamo valere l'aritmetica. Sul secondo gradino del podio (che vale la serie A diretta) c'è il Lecce che di punti ne ha 54. I salentini hanno però anche una partita giocata in più e riposeranno alla 37a giornata, quando il Benevento riceverà al Vigorito il Padova. Se ne deduce che il vantaggio di 4 punti del Lecce sui sanniti è quantomeno virtuale.
Ma, al di là del risultato di domani sera tra Palermo e Verona, la partita intorno a cui gira il futuro della squadra giallorossa appare certamente quella di domenica prossima che vedrà scendere i rosanero al Vigorito. Da uno scontro diretto all'altro, senza soluzione di continuità. Che può essere una difficoltà in più nel cammino di una squadra, ma anche l'opportunità di guadagnare punti preziosi sottraendoli agli avversari diretti. Quello che superficialmente può sembrare un ostacolo in più da superare, può trasformarsi nel trampolino per andare a centrare un traguardo che i più avevano già considerato perso.
I numeri dicono che ci si può provare. Questa volta, più delle altre, senza farsi ossessionare dal risultato. Se arriverà sarà un'impresa. Se non dovesse essere così, facciamoci bastare le emozioni che tanti farebbero carte fase pur di viverle.
