Benevento e Palermo, chi è più spregiudicato?

Stellone ha giocato per alcune partite col 4-2-4. Bucchi non rinuncia ad attaccare

Benevento.  

Dalle prime schermaglie verbali si capisce che Stellone si aspetta di giocare una partita “pulita” domenica sera al Vigorito: “Il Benevento si esprime in maniera brillante, ma lascia anche tanti spazi per contrattaccare”. Il pensiero del tecnico del Palermo racchiuso in poche parole, che sintetizzano la speranza di poter fare il colpaccio in terra sannita. Gli analisti dei giornali siciliani consigliano l'allenatore rosanero di lasciare in un cantuccio della sua mente il 4-2-4 con cui spesso ha affrontato gli avversari, un'idea che potrebbe ronzargli per la testa soprattutto ora che può contare sul ritorno di Falletti e sulla vena insindacabile dei tre frombolieri d'attacco Puscas, Nestorowski e Moreo. Il modulo estremamente spregiudicato è stato utilizzato per l'ultima volta nella serata del Marulla a Cosenza: era appena il 30 marzo scorso e il tecnico si fece spingere dalla caratura tecnica non eccelsa (sulla carta, ma in campo le cose spesso vanno diversamente) della squadra di Braglia per schierare una formazione ultra offensiva. Così mise dentro sin dall'inizio tutti insieme Puscas, Moreo, Nestorowski e Trajkovski. Una batteria di fuoco da brividi che non ottenne però gli effetti sperati, perché se c'è una squadra evoluta sul piano tattico, capace di adattarsi ad ogni situazione, quella è proprio il Cosenza. Così Braglia col suo 5-3-2, infittendo a dismisura il centrocampo, ottenne non solo un pareggio prezioso, ma anche la possibilità di mettere paura al più forte avversario. 

La verità è che Stellone (un po' come Bucchi) ha un'infinità di soluzioni tra le mani e soprattutto un parco attaccanti che gli invidia mezza serie B. E la tentazione di sfoltire di nuovo il centrocampo lasciando in mezzo solo Jajalo e Murawski, mandando in panchina il gregario Haas, lo ingolosisce parecchio.

D'altro canto Bucchi appena dieci giorni fa ha deciso di fare le stesse scelte e di cucire addosso alla sua squadra un'etichetta nuova di zecca con su scritto “consapevolmente sbarazzina”, che la dice lunga sul modo di stare in campo. Ancora una volta, come è accaduto a Perugia, la differenza potrebbe farla quell'avverbio (“consapevolmente”), che sta ad indicare che il Benevento scenderà in campo ancora con un sistema di gioco spregiudicato, ma che starà bene attento a non lasciare campo agli avversari. Le differenze sono quasi invisibili e l'equilibrio di questa partita è davvero sospeso su un filo sottilissimo. Riuscirà a emergere non solo chi presenterà il gioco più offensivo possibile, ma anche e soprattutto chi allo stesso tempo “sporcherà” quello dell'avversario.

Due squadre spregiudicate possono elidersi per lungo tempo: vanno banditi (o ridotti al minimo) gli errori.