Benevento, per Bucchi tante soluzioni

Gira bene l'undici di Perugia, ma sono altrettanto valide tante alternative a disposizione

Benevento.  

Per aver ragione del Palermo occorre che tutto giri alla perfezione. Che non si commettano errori in difesa, che si manovri bene a centrocampo, che si concluda in maniera efficace in attacco. Serve un'arma in più, neanche tanto segreta. C'è bisogno dei frombolieri, degli attaccanti che la buttino dentro con facilità. Ma non solo di loro. Nella partitina del giovedì contro l'Under 16 qualche indicazione è arrivata chiara. Certo, si dirà che la resistenza opposta dai teneri ragazzini di Formisano era del tutto relativa. Ed è così, non lo si può negare. Ma certi colpi sono il frutto di caratura tecnica di ottimo livello e, nel caso dei gol di Coda ed Armenteros, anche di una leggerezza mentale che consente di alzare l'asticella della difficoltà. Non si spiegano altrimenti il gol del bomber di Cava segnato da 50 metri o la “rabona” del cubano davanti al portierino avversario. Gesti che testimoniano di due attaccanti in piena fiducia, in grado di regalare emozioni forti ai tifosi giallorossi. 

Ma c'è di più. Perchè quando il cervello è connesso con il resto del corpo, anche un difensore rude come Caldirola può consentirsi il suo raid offensivo. E se a Perugia ha segnato come il più opportunista degli attaccanti, nella partitella lo ha fatto con un perentorio stacco di testa, che la dice lunga sulla capacità dell'ex Werder Brema sui palloni alti. E questa può essere realmente un'arma in più, poco utilizzata nel corso del campionato. I gol di testa non sono tantissimi, le caratteristiche della squadra e dei suoi giocatori conducono verso altre strade. Ma ora che ce n'è la possibilità perchè mai non sfruttare un colpitore come l'ex interista?

Dal test contro gli Allievi di Formisano è emerso chiaramente il pensiero di Bucchi: “Squadra che vince non si tocca”. Nessuna concessione alla pretattica, subito dentro la stessa formazione di Perugia. Ma al tecnico non saranno sfuggite alcune indicazioni provenienti dalla cosiddetta squadra di “riserve”. Prima di tutte quella riguardanti Gaetano Letizia. Il ragazzo di Scampia ha già riposto in un cassetto l'infortunio alla caviglia ed è parso in ottime condizioni. Una sua volata sulla sinistra ha letteralmente impressionato per velocità ed efficacia: avversari lasciati sul posto a 200 all'ora e assist perfetto per il sinistro di Vokic. Anche lo sloveno, diciamolo senza remore, ha un piedino niente affatto ruvido. Chissà che la sua freschezza non possa servire in questo sprint finale. Così come si è mosso molto bene Tello, uno di quelli che ultimamente fa la spola tra campo e panchina e che ha mostrato di essere pronto se dovesse essere chiamato in causa.

Ultima annotazione per Raul Asencio. Il ragazzo di Villareal è un colpitore di testa formidabile: nel primo gol contro l'Under 17 è riuscito a saltare persino più in alto delle mani protese di Gori. Le condizioni fisiche sembrano migliorate, tenerlo in considerazione anche per uno spezzone di partita, con lo scopo di sfruttarne le doti aeree non sembra affatto un pensiero sbagliato.

L'impressione complessiva è che la squadra sia giunta a questo finale in condizioni positive: Bucchi ha un undici base su cui far conto e un bel po' di alternative valide per cambiare le carte in tavola in corso d'opera. Si può guardare con fiducia, insomma, alla sfida col Palermo.