Benevento, difendi il quarto posto

Fa onore ai giallorossi dire che tutto è ancora possibile, ma mai abbandonare la concretezza

Benevento.  

Il Verona ci ha già messo una pietra sopra alla promozione diretta in serie A. Anche per i veneti è stato fatale lo scontro con il Palermo giunto prima della sosta. Quella sera la squadra di Grosso non fece tanto per evitare la sconfitta, poi il turno di sosta ha finito per scavare un solco incolmabile con il secondo e terzo posto. E allora la missione immediata dell'Hellas è ora quella di scalzare il Benevento dal quarto posto, che è diventato, sì, un traguardo di consolazione, ma che ha pur sempre più di un risvolto pratico. Il quarto posto, lo ripetiamo, consente di saltare a piè pari la fase preliminare dei play off (partita secca quinta contro ottava e sesta contro settima, in casa della squadra meglio posizionata) che è un vantaggio mica da poco in un girone finale in cui anche il più piccolo dettaglio può fare la differenza. 

Per il Benevento è dunque un'altra partita da affrontare con il coltello tra i denti. Quella giallorossa non è squadra da pareggi: ne ha ottenuti 8 finora, cifra che la colloca tra quelle che ne hanno conquistati di meno nell'intero girone. Lo ha detto anche Bucchi nell'ultima conferenza stampa: “In fondo a noi manca proprio qualche pareggio, a questo punto avrebbero fatto la differenza”. Senza scrutare l'intero campionato basterebbe ricordare quelle partite che con un pizzico di maggiore attenzione avrebbero potuto significare qualche punto in più in classifica (Cremonese allo Zini, Spezia in casa, il Palermo la settimana scorsa, l'Hellas all'andata, senza contare i due punti gettati via in maniera maldestra a Carpi). Almeno sei punti in più avrebbero configurato un altro tipo di classifica. Ma è inutile piangere sul latte versato, questo è il calcio.

La premessa serve per sottolineare che un pari a Verona non sarebbe da buttare via. D'altro canto vincere per forza era il “mantra” per chi puntava al traguardo massimo della promozione diretta. Se quel traguardo ora sembra sfumato, tanto vale proteggere ciò che si ha. Una vittoria al Bentegodi il giorno di Pasquetta sarebbe l'ideale, ma come spesso si dice, se non si può vincere, che almeno non si perda. In fondo il Verona in casa sua non è un avversario da sottovalutare: ha ottenuto 7 vittorie, 7 pareggi ed una sola sconfitta (col Lecce). Al di là di polemiche interne e un umore non certo a mille, occorre rispettare questo avversario che era stato costruito col solo intento di stravincere.

Grosso, che lunedì non sarà in panchina perché squalificato, ha più o meno individuato un gruppo con cui vuole portare a termine questa stagione. Gli mancherà il regista svedese Samuel Gistafson e da quanto dicono nella città di Romeo e Giulietta, il tecnico non ne ha uno simile da buttare nella mischia. Sceglierà tra Marrone, Colombatto e Danzi, tutti elementi che Grosso ha via via accantonato.

Il Benevento è in un momento migliore, ma dovrà dimostrarlo in campo. Il morale fa bene, la condizione pure: bisogna sfruttare questi piccoli vantaggi.