Al sud si boccheggia per il caldo, a Moena sembra inverno. Nuvole basse sul Catinaccio Rosergarten (che è la catena montuosa che circonda Moena, non l'hotel che ospita i giallorossi, che ha lo stesso nome), pioggerellina fine e costante, 14 gradi. Per allenarsi è il clima ideale, per chi decide di assistere alla seduta mattutina della domenica c'è da soffiarsi aria calda tra le mani. E' il clima delle Dolomiti, di questa splendida catena montuosa che chiamano i “monti pallidi”, ma anche il frutto dei cambiamenti climatici che spaccano in due l'Italia.
Inzaghi inizia subito con un'esercitazione per cosi dire “fantasiosa”: tre squadre, una contro l'altra (neri, gialli e rosa), anzi una contro le altre due, ma pronte a cambiare continuamente “alleanze” e un giocatore jolly che gioca con tutti. L'allenatore piacentino e il suo staff le studiano di sera, preferibilmente dopo cena, tutte queste varianti degli allenamenti dei giallorossi, che servono ad affinare le reazioni dei giocatori, ma anche a rendere meno noiosi gli allenamenti.
Poi c'è la rituale partitina, sul lato corto del campo. E c'è una prodezza di Dejan Vokic, che da destra col suo mancino educato infila il sette della porta di Gori. La sua squadra perde perchè dall'altra parte sono più concreti. E al grido ormai di prassi di Superpippo: “Chi fa l'ultimo gol vince”, risponde Tello con un violento destro che non lascia scampo a Montipò.
C'è anche un siparietto divertente tra Armenteros e Gyamfi: il cubano colpisce involontariamente sul naso il compagno, che va a terra e si porta le mani sulla faccia. Armenteros torna sui suoi passi e va a stampare un bel bacio sul naso di Gyamfi. Tutto passato. Come d'incanto.
Ancora differenziato per Viola, che fa progressi, una buona ora con i compagni per Del Pinto, una lieve distorsione alla caviglia destra per Kragl che va in scivolata su un pallone e il terreno lo tradisce. La mattinata della domenica è santificata. Ma non è finita qui, c'è anche il pomeriggio.
