Ne manca solo una per comporre il lungo “spezzatino” della prima giornata. Stasera ad Udine toccherà a Pordenone e Frosinone chiudere questo primo turno di serie B.
Il quadro dunque è abbastanza completo, tra conferme e sorprese. Ieri sera è toccato ad altre tre del quarto nobile della categoria. Empoli, Perugia e Chievo. I risultati hanno dato ragione a toscani e umbri, ma non sempre questi ultimi spiegano ogni cosa con schiettezza.
L'Empoli di Cristian Bucchi se l'è cavata per il rotto della cuffia (leggi rigore generoso nel finale) contro la matricola Juve Stabia, che dopo un primo tempo inguardabile, ha trovato finalmente nella ripresa la forza di entrare in partita. Il pari delle vespe non sarebbe stato del tutto immeritato, anche se nel primo tempo i toscani avrebbero potuto segnare più del solo gol di Bandinelli.
In serata si sono affrontati Perugia e Chievo. Hanno vinto gli uomini di Oddo, ma l'impressione migliore l'hanno lasciata quelli di Marcolini. Al di là di altre operazioni che i clivensi certamente faranno sul mercato (si parla di uno scambio Stepinski-Moncini), la formazione veneta ha per tre quarti di gara sovrastato quella umbra, facendo esclamare a Iemmello alla fine del primo tempo, pur dopo aver acciuffato il pari: “Se continuiamo a giocare così, questa partita la perdiamo”. Il Chievo ha pagato un pizzico di sfortuna e l'imprecisione dei suoi attaccanti sotto porta. Il Perugia s'è portato a casa tre punti d'oro, ma sul piano del gioco ancora poche certezze.
Era la prima di campionato ed è naturale avere ancora dei dubbi sul reale valore delle contendenti. Per altro proprio a cominciare da oggi inizia una settimana che può stravolgere ancora qualche organico. Qualche addetto ai lavori come Petrachi, diesse della Roma, ha ancora una volta sottolineato che giocare due partite di campionato col mercato ancora aperto è una follia, anzi “un massacro”. Perchè, è risaputo, quelle trattative che hanno languito in tutto questo mese di agosto ora prenderanno improvvisamente vigore. E si giocherà come ad un tavolo della roulette, sperando di azzeccare il numero buono: “Fate il vostro gioco, rien ne va plus”.
