Benevento-Cittadella, una verifica per entrambe

Dei veneti si sa tutto, modulo e interpreti. Alcuni dei nuovi non si sono ancora integrati

Benevento.  

E' inutile girarci intorno. Le partite di routine sono altre. Questa col Cittadella non lo è, non può esserlo. Basterebbe ricordarsi come la maggior parte dei giallorossi attendeva l'amichevole del 31 luglio a Trento. E quella era nient'altro che un'amichevole.

Con i motivi che rendono questa sfida particolare ci si riempirebbe una pagina di giornale. C'è quella maledetta partita del 25 maggio che, hai voglia di dire, non si cancella con un colpo di spugna. Ma, se non bastasse, c'è questo campionato iniziato senza bagliori dalle due compagini a rendere ancora più accattivante la sfida del Vigorito. Il Benevento se l'è cavata con uno spavento a Pisa, il Cittadella invece ci ha lasciato le penne al Tombolato contro lo Spezia. Come dire che per entrambe la seconda ha già l'aria della verifica e un po' di turbamenti questo lo provoca.

Poi c'è il mercato. Quello che accompagna le squadre con le sue incertezze lungo le prime due partite della stagione. Pensieri in libertà, giocatori che sognano il colpo della vita, che perdono la concentrazione necessaria per giocare una partita al massimo. Il Cittadella ne ha più d'uno sul taccuino di squadre importanti: Paleari, Adorni, Benedetti, chissà che alla ripresa del campionato dopo la sosta siano ancora in granata. Il Benevento, invece, quel colpo vorrebbe farlo in entrata. E sul piano mentale questo pesa di meno sui giocatori in organico. “Più siamo, meglio è”, sussurra qualcuno. Come dire che, se dovesse arrivare davvero qualcuno, la concorrenza non spaventa, anzi stimola la competizione.

Del Cittadella rimane davvero ben poco da scoprire: gioca così da anni, anche se stavolta ha perso qualche interprete importante. 4-3-1-2: il trequartista nelle ultime stagioni è stato un certo Andrea Schenetti. Per lui 140 partite e 19 gol nelle file dei veneti, prima che le strade si dividessero e il trequartista scuola Milan accettasse le avances dell'Entella. Al suo posto ora c'è Mario Gargiulo, il cui cognome tradisce le origini partenopee, ma che calcisticamente è un prodotto del Brescia. L'esplosione l'anno scorso nella rivelazione Imolese: Marchetti con la sua sete perenne da “talent scout” non se l'è lasciato sfuggire. Ma proprio Gargiulo, dopo lo scivolone con lo Spezia, ha ammesso candidamente di non aver ancora assimilato il ruolo di trequartista dietro le punte: “Io ho sempre fatto la mezz'ala sinistra, non è semplice ora adattarsi al nuovo ruolo”. Piccole difficoltà che spiegano solo in parte la defaillance avuta contro lo Spezia. Certo, non si fa a meno a cuor leggero di giocatori del calibro di Moncini, Finotto, Settembrini, Schenetti, lo stesso Frare che, dopo essere stato in odore di cessione al Napoli, ora è fermo ai box per via di un infortunio.

Il Benevento tutte queste cose le sa: ha studiato a fondo i suoi avversari anche alla vigilia dell'amichevole di Trento. Sa che non dovrà lasciare spazi in difesa e che dovrà cercare con ostinazione le corsie esterne per stanare la difesa veneta, che rimane una delle migliori della categoria. Sa che questa sarà una partita diversa da quella della prima a Pisa e che dovrà giocarla in maniera differente. E sa molto bene che iniziare la stagione casalinga con una franca vittoria sarebbe un viatico fantastico per questo nuovo campionato.